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Prima lettera ai Tessalonicesi
I contenuti
La lettera documenta la prima evangelizzazione di Paolo tra i pagani e riflette il suo metodo pastorale nella guida di una comunità cristiana. Non vi sono errori da correggere, ma vi è un punto da precisare: la situazione dei cristiani che sono già morti. Alcuni temono che, quando il Signore verrà, i defunti non partecipino al suo trionfo. Paolo precisa: essi non risulteranno svantaggiati, poiché risorgeranno per primi. Sia i vivi che i morti, tutti siamo in attesa del ritorno del Signore; e tutti abbiamo la speranza di rimanere con lui per sempre (4,13-18). Paolo inoltre invita a una condotta santa e insiste sull'impegno nel lavoro (4,1-12). Bisogna essere sempre "svegli", pronti a incontrare il Signore, il quale verrà improvvisamente (5,1-10). La traccia della lettera è la seguente:
Indirizzo, saluto e ringraziamento (1,1-10)
Amati e scelti da Dio (2,1-3,13)
Vita cristiana e attesa del Signore (4,1-5,22)
Saluti (5,23-28).

Le caratteristiche
Il tono dominante è quello della gioia, dopo le molte preoccupazioni. Le vicende missionarie hanno costretto Paolo a un distacco imprevisto e brusco. Egli teme per i cristiani di Tessalònica. Ma poi Timòteo gli porta notizie rassicuranti. Queste gli procurano un sentimento di gioia, che egli esprime nel ricordo dei tempi trascorsi insieme e nella speranza di un nuovo incontro con la comunità (2,13-3,10).

L'origine
L'apostolo Paolo ha scritto queste pagine, che costituiscono la prima tra le sue lettere. Si può pensare che questo testo, il più antico del NT, sia stato redatto verso il 50/51. Lo scritto è indirizzato ai cristiani che vivono nella città di Tessalònica. Paolo stesso li ha condotti alla fede (vedi At 17,1-9) ed essi, nonostante le persecuzioni, hanno continuato a camminare sulla retta via. La loro formazione però è rimasta incompleta; necessitano di ulteriori istruzioni sia riguardo alla dottrina, sia riguardo alla condotta cristiana.




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