|
I contenuti
1 Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, e il fratello Timòteo, alla Chiesa di Dio che è a Corinto e a tutti i santi dell'intera Acaia:
2grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo.La seconda lettera ai Corinzi ha soprattutto lo scopo di favorire la pace nella comunità di Corinto, sconvolta da alcuni avversari di Paolo i quali, durante la sua assenza, ne hanno messo in cattiva luce il lavoro apostolico e le stesse intenzioni. Dopo il saluto, l'augurio e la preghiera di ringraziamento al "Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione" (1,3), l'apostolo informa brevemente sui pericoli mortali corsi da lui a Èfeso e subito passa a rispondere alle accuse di insincerità, che gli sono state rivolte (1,12-2,17). Dopo questa autodifesa, Paolo sottolinea la grandezza del compito affidatogli di ambasciatore di Cristo e supplica i Corinzi: "Lasciatevi riconciliare con Dio" (5,20). Insensibilmente, l'esortazione si trasforma in una struggente domanda di contraccambio negli affetti: "Accoglieteci nei vostri cuori!" (7,2). L'apostolo passa poi a raccomandare la colletta per i cristiani di Gerusalemme (8,1-9,15). E infine torna di nuovo a difendersi: questa volta dall'accusa di debolezza (10,1-13,10). Brevissima e quasi inaspettata la conclusione (13,11-13). La lettera è ricca di insegnamenti su aspetti importanti della fede, in particolare sulla redenzione, sull'apostolato e sulla escatologia. Impreziosita di brani autobiografici, possiede, sparse qua e là, frasi dense e lapidarie, divenute lungo i secoli essenziali punti di riferimento per la riflessione cristiana (ad esempio 3,6; 5,14; 8,9; 12,9). Lo schema è il seguente: Indirizzo, saluto e ringraziamento (1,1-11) Gli incidenti accaduti (1,12-7,16) Esortazione alla generosità (8,1-9,15) Autodifesa di Paolo (10,1-13,10) Raccomandazioni e saluti (13,11-13). LE CARATTERISTICHE Lettera appassionata, la seconda ai Corinzi rende al vivo la personalità eccezionale dell'apostolo, la forza, la ricchezza e la varietà del suo linguaggio mentre esorta, insegna, si difende, rimprovera, accusa, richiama, supplica. A volte il testo rimane enigmatico, perché oscuri sono per noi gli eventi cui fa riferimento. Alcune ripetizioni e una certa disarmonia hanno fatto pensare che questo scritto contenga anche brani di precedenti lettere indirizzate da Paolo ai Corinzi: ad esempio il tratto da 6,14 a 7,1. L'ORIGINE Paolo ha inviato questa lettera non molto dopo la prima, verso gli anni 56/57, probabilmente dalla Macedonia, in seguito alle drammatiche notizie ricevute riguardo alla comunità di Corinto.Destinatari sono gli stessi della prima ai Corinzi, ma in una situazione diversa, che conosciamo solo vagamente. Paolo ha avuto (e forse ha ancora) degli avversari nella comunità, che egli ha fondato con tante fatiche. Qualcuno l'ha pubblicamente offeso (2,5). Fra i cristiani di Corinto serpeggiano maldicenze, invidie, immoralità (12,20-21). Taluni avversari dell'apostolo sembrano essere predicatori giudeo-cristiani (11,21-23). Note Capitolo 1.
INDIRIZZO, SALUTO E RINGRAZIAMENTO(1, 1-11)
1, 1 Timòteo: è stato collaboratore di Paolo nel primo annuncio del Vangelo a Corinto e suo delegato presso quella Chiesa (cfr. 2Cor 1, 19; cfr. 1Cor 4, 17; cfr. 1Cor 16, 10; cfr. At 18, 5).
GLI INCIDENTI ACCADUTI(1,12-7,16)
1,12-24 Perché Paolo non è venuto a Corinto 1,12 Il termine vanto anticipa uno dei temi dominanti della lettera.
1, 14 giorno del Signore: è un’espressione biblica per indicare il giorno del giudizio, ma riferita ora alla venuta di Gesù Signore (cfr. 1Cor 1, 8).
1, 15-16 Paolo ha dovuto cambiare il programma dei suoi viaggi, in cui erano previste due soste a Corinto (cfr. 1Cor 16, 5-7). Ha cancellato la seconda visita semplicemente per non aggravare la crisi dei rapporti con i Corinzi (cfr. 2Cor 1, 23; cfr. 2Cor 2, 1).
1,18-20 Assieme agli altri predicatori del Vangelo a Corinto, Paolo è al servizio di Dio, che si è dimostrato fedele nell’adempiere tutte le sue promesse in Cristo: Gesù, il Figlio, è il grande sì di Dio. Allora, chiede Paolo, com’è possibile che il suo modo di parlare ai Corinzi sia contraddittorio, cioè nello stesso tempo sì e no ?
1, 21-22 L’ unzione e il sigillo si riferiscono alla presenza e all’azione dello Spirito Santo nei battezzati (cfr. Ef 1, 13-14).
DIRITTI D'AUTORE RISERVATI SU TESTO E COMMENTO © 2008, Fondazione di Religione Santi Francesco d'Assisi e Caterina da Siena - Credits
|