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Il contenuto
1 Io, il Presbìtero, al carissimo Gaio, che amo nella verità.
2Carissimo, mi auguro che in tutto tu stia bene e sia in buona salute, come sta bene la tua anima.L'autore interviene nel vissuto di una comunità svelandoci il nome dei protagonisti: Gaio (v. 1) viene lodato perché cammina nella verità (v. 3) e si adopera in favore dei fratelli anche forestieri (v. 5); con lui è lodato Demetrio (v. 12). Diòtrefe invece divide la comunità per motivi di ambizione e ostacola l'esercizio dell'ospitalità ai fratelli (vv. 9-10). Lo schema dello scritto può essere il seguente: Saluto (1-2) Elogi e rimproveri (3-12) Conclusione (13-15). Le caratteristiche Fra gli scritti giovannei questo è l'unica lettera vera e propria, anche se l'autore si nasconde dietro l'appellativo di Presbìtero. Essa offre uno spaccato della vita cristiana in una comunità dotata di una certa struttura e alle prese con problemi di natura pratica. L'origine Anche questo scritto, come 2Gv, è di ambiente giovanneo, opera di persona autorevole e vicina all'apostolo, o forse anche dello stesso apostolo Giovanni. Nella lettera egli non si presenta come il fondatore della Chiesa di Gaio, ma vi esercita ugualmente un'autorità indiscussa. Lo scritto è stato composto negli anni di passaggio dal primo al secondo secolo. Gaio, Diòtrefe e Demetrio sono nomi di persone concrete, viventi nella stessa comunità. Note Capitolo 1.
SALUTO (1-2)
1 Il nome Gaio era comune tra i cristiani (cfr. At 19, 29; cfr. At 20, 4; cfr. 1Cor 1, 14), ma ignoriamo chi sia il personaggio cui si allude. Si tratta, in ogni caso, di un laico fervente e generoso al quale la lettera è indirizzata.
ELOGI E RIMPROVERI (3-12)
3 cammini nella verità: è questa la vita cristiana perfetta (cfr. 2Gv 1, 4).
9 Ho scritto: allude o a una lettera andata perduta o a 2Gv. Non sappiamo chi sia Diòtrefe e quale sia stata la vera natura del suo contrasto con l’apostolo.
12 Demetrio sembra membro della stessa comunità di Gaio, ma non è chiaro quali fossero in essa le sue funzioni.
CONCLUSIONE (13-15)
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