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1In questo apparato sono riportate le principali varianti che caratterizzano la Nova Vulgata (NVg) rispetto al testo critico seguito nella presente traduzione. Viene indicato il versetto, o la parte di esso, che differisce per cambiamento del testo (invece), o aggiunta (aggiunge). Le parole sono variate come indicato in nota
I contenuti
1 Libro della storia di Tobi, figlio di Tobičl, figlio di Ananičl, figlio di Adučl, figlio di Gabačl, figlio di Raffaele, figlio di Raguele, della discendenza di Asičl, della tribų di Nčftali.
2Al tempo di Salmanāssar, re degli Assiri, egli fu deportato dalla cittā di Tisbe, che sta a sud di Kedes di Nčftali, nell'alta Galilea, sopra Asor, verso occidente, a nord di Sefet.Il libro di Tobia presenta una storia ingenua e deliziosa, nella quale si condensa la pietā giudaica maturata lungo tutta la storia d'Israele. Ne sono protagoniste due famiglie imparentate, che vivono rispettivamente a Ninive e nei pressi di Ecbātana. Il pio Tobi, divenuto cieco, non perde la fiducia in Dio. Egli manda il figlio Tobia in Media, nella cittadina di Rage, presso un parente, Gabačl, a riscuotere il denaro che aveva depositato presso di lui. Tobia nel viaggio viene accompagnato dall'angelo Raffaele, che gli si presenta in incognito. Lungo il viaggio, giunto a Ecbātana, da Raguele, ne prende in moglie la figlia, Sara, giā sposata sette volte ma i cui mariti erano morti la prima notte di nozze. Egli si salva, pregando e bruciando nella camera nuziale il cuore e il fegato di un pesce preso lungo il viaggio. Recuperato il denaro depositato presso Gabačl, al ritorno degli sposi a Ninive, il fiele del pesce sana gli occhi del padre Tobi. Raffaele svela infine la sua identitā. La narrazione č accompagnata da ampi testi di riflessione religiosa e da preghiere. La trama del racconto si puō dividere in tre parti: Il dramma di due famiglie (1,1-3,17) L'avventura del viaggio (4,1-6,19) Una doppia guarigione (7,1-14,15). Le caratteristiche Il quadro storico presentato nel racconto č incoerente, mette insieme riferimenti disparati, vaghi e anche inesatti. In realtā, queste reminiscenze storiche sono tratte dal passato per creare lo sfondo di un racconto romanzato, nel quale si dā vita a personaggi creati per mostrare le virtų esemplari di un pio israelita. L'insegnamento messo maggiormente in luce riguarda il dovere di seppellire i morti e di sposare una donna della propria parentela. L'autore mostra pure come non manchino le prove e le contrarietā, anche quando si č pii e attenti ai bisogni del prossimo. Queste, tuttavia, sono superate con l'aiuto che Dio non fa mancare e che si rivela al momento opportuno. L'origine Il libro di Tobia presenta un clima tranquillo e sereno, a differenza di quelli di Ester e di Giuditta, caratterizzati da una forte nota bellicosa, che ci riporta all'epoca maccabaica. Questo libro sembra perciō riflettere un'epoca di poco antecedente (III-II sec. a. C.). Esso dovrebbe essere stato composto in una regione della diaspora giudaica dove si parlava aramaico. Qui, pur vivendo lontano dalla terra d'Israele, si sentiva forte il richiamo di Gerusalemme. A questo ambiente e a quest'epoca appartennero anche i primi lettori del libro di Tobia. L'autore č per noi sconosciuto; egli scrisse il racconto in ebraico o, pių probabilmente, in aramaico. Frammenti di testo in aramaico e in ebraico sono stati trovati a Qumran. Il libro č perō a noi pervenuto nella versione greca detta dei LXX. Quanto al testo stesso si distinguono due diverse recensioni: una pių corta, riportata dai codici Vaticano (B) e Alessandrino (A), l'altra pių lunga, propria del codice Sinaitico (S). Č questa, di carattere pių vivace, che sta alla base della presente traduzione. Il libro di Tobia č stato sempre riconosciuto come ispirato dalla Chiesa cattolica e da quelle ortodosse. Le comunitā ecclesiali protestanti e anglicane, invece, lo escludono dal canone biblico. Note Capitolo 1.
IL DRAMMA DI DUE FAMIGLIE (1, 1-3, 17)
1, 1-2 Prologo 1, 1-2 Molti nomi propri in questo libro hanno un significato simbolico, a partire da quello del protagonista: Tobi, forma abbreviata dallebraico Tobijah, significa Bene mio č YHWH. Questo č anche il significato della forma completa Tobia (cfr. Tb 1, 9)
1, 2 fu deportato: si deve trattare della deportazione di Nčftali del 734 per opera di Tiglat- Pilčser III, di cui parla cfr. 2Re 15, 29, che qui viene attribuita al suo successore Salmanāssar.
1,3-3,6 Racconto autobiografico
1,3-22 Gli eventi storici qui ricordati spaziano dal 931, anno della secessione della tribų di Nčftali dalla casa di Davide, dopo la morte di Salomone, al re assiro Assarhāddon (680-669), attraverso i regni dei suoi predecessori Tiglat-Pilčser (745-727), Salmanāssar (726-722), Sennācherib (704-681). Essi coprono cosė la durata di circa trecento anni, che ovviamente non puō essere quella della vita di Tobi, nonostante il ricorso allo stile autobiografico, puramente convenzionale.
1, 5 Per questo vitello cfr. 1Re 12, 28 e nota relativa.
1, 6 primizie: riguardo a queste offerte, cfr. Es 22, 28-29; cfr. Es 23, 19; cfr. Nm 18, 12-13; cfr. Dt 12, 11-14; cfr. Dt 14, 22-29.
1, 8 per gli orfani, le vedove e i forestieri: possibile allusione alla disposizione di cfr. Dt 14, 28-29, che perō č resa qui pių meticolosa.
1,15 gli successe il figlio Sennācherib: in realtā, limmediato successore di Salmanāssar fu Sargon (721-705).
1, 18 al tempo del castigo: allusione a cfr. 2Re 19, 35-37.
1, 21 Achikār: figura di politico saggio, giunto alla carica di ministro dei re assiri, protagonista di un antico romanzo orientale molto noto. Qui lautore vuole idealmente ricollegarsi a questo personaggio, caratteristico della tradizione sapienziale internazionale, facendolo figurare come nipote di Tobi. cfr. Tb 14, 10.
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