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Giona
E’ di tutti i libri profetici il più popolare ed è anche l’unico che non contenga vaticini, esaurendosi in una narrazione, che però contiene un insegnamento profetico. Prendendo le mosse dal profeta Giona, vissuto nella seconda metà del ec. VIII a.C., un ignoto autore tardivo, forse del V sec., affronta un argomento scottante. Nella persona di Giona che tenta di sottrarsi alla missione affidatagli da Dio di predicare nella pagina Ninive perché si converta, l’autore deplora la resistenza d’Israele alla sua missione di partecipare a tutti i popoli i doni divini che esso preferisce ritenere suo privilegio esclusivo. Alcuni particolari del libro fanno pensare che l’autore voglia annunziare il suo messaggio religioso, che è uno dei momenti più importanti dell’Antico Testamento, con un racconto di tipo parabolico. Gesù ha citato l’esempio di Giona per affermare il suo trionfo sulla morte e si è appellato alla conversione di Ninive per deplorare l’insensibilità dei suoi contemporanei al messaggio universale salvezza. L’argomentazione di Gesù parte dal libro profetico come fu scritto, senza voler decidere del genere letterario da esso usato, analogamente a quanto l’autore della Lettera agli Ebrei dirà della misteriosa figura del re e sacerdote Melchisedek, a proposito del sacerdozio di Cristo (Eb 7, 1-3).

Capitolo 1            Disobbedienza di Giona
1
- 1. Il nome del profeta è noto da 2 Re 14, 25.
Fu rivolta a Giona figlio di Amittai questa parola del Signore: 2
2. Ninive rappresenta le iniquità dell'Assiria.
"Alzati, và a Ninive la grande città e in essa proclama che la loro malizia è salita fino a me". 3
3. Tarsis, nella Spagna meridionale, era l'ultimo confine del mondo allora conosciuto. Giaffa era il solo porto praticabile nel Mediterraneo.
Giona però si mise in cammino per fuggire a Tarsis, lontano dal Signore. Scese a Giaffa, dove trovò una nave diretta a Tarsis. Pagato il prezzo del trasporto, s`imbarcò con loro per Tarsis, lontano dal Signore. 4 Ma il Signore scatenò sul mare un forte vento e ne venne in mare una tempesta tale che la nave stava per sfasciarsi. 5 I marinai impauriti invocavano ciascuno il proprio dio e gettarono a mare quanto avevano sulla nave per alleggerirla. Intanto Giona, sceso nel luogo più riposto della nave, si era coricato e dormiva profondamente. 6 Gli si avvicinò il capo dell`equipaggio e gli disse: "Che cos`hai così addormentato? Alzati, invoca il tuo Dio! Forse Dio si darà pensiero di noi e non periremo". 7
7. Le sorti facevano appello al giudizio della divinità.
Quindi dissero fra di loro: "Venite, gettiamo le sorti per sapere per colpa di chi ci è capitata questa sciagura". Tirarono a sorte e la sorte cadde su Giona.

Giona gettato in mare 8 Gli domandarono: "Spiegaci dunque per causa di chi abbiamo questa sciagura. Qual è il tuo mestiere? Da dove vieni? Qual è il tuo paese? A quale popolo appartieni?". 9 Egli rispose: "Sono Ebreo e venero il Signore Dio del cielo, il quale ha fatto il mare e la terra". 10 Quegli uomini furono presi da grande timore e gli domandarono: "Che cosa hai fatto?". Quegli uomini infatti erano venuti a sapere che egli fuggiva il Signore, perché lo aveva loro raccontato. 11 Essi gli dissero: "Che cosa dobbiamo fare di te perché si calmi il mare, che è contro di noi?". Infatti il mare infuriava sempre più. 12 Egli disse loro: "Prendetemi e gettatemi in mare e si calmerà il mare che ora è contro di voi, perché io so che questa grande tempesta vi ha colto per causa mia". 13 Quegli uomini cercavano a forza di remi di raggiungere la spiaggia, ma non ci riuscivano perché il mare andava sempre più crescendo contro di loro. 14
14. I marinai non si reputano responsabili della morte di Giona.
Allora implorarono il Signore e dissero: "Signore, fà che noi non periamo a causa della vita di questo uomo e non imputarci il sangue innocente poiché tu, Signore, agisci secondo il tuo volere". 15 Presero Giona e lo gettarono in mare e il mare placò la sua furia. 16 Quegli uomini ebbero un grande timore del Signore, offrirono sacrifici al Signore e fecero voti.

Note Capitolo 1.
- 1. Il nome del profeta è noto da 2 Re 14, 25.
2. Ninive rappresenta le iniquità dell'Assiria.
3. Tarsis, nella Spagna meridionale, era l'ultimo confine del mondo allora conosciuto. Giaffa era il solo porto praticabile nel Mediterraneo.
7. Le sorti facevano appello al giudizio della divinità.
14. I marinai non si reputano responsabili della morte di Giona.
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