Home » Testo CEI 1974 » Altre Lettere » Giuda
Giuda
Il Giuda autore di questa lettera è «fratello di Giacomo» (v. l); più probabilmente di Giacomo parente di Gesù (Mt 13, 55) e venerato capo della Chiesa madre di Gerusalemme. Egli quindi non sarebbe l'apostolo Giuda Taddeo, detto « di Giacomo » (Lc 6, 16; At 1, 13) nel senso di figlio di Giacomo. La lettera vuole far fronte al pericolo dei falsi profeti che devastano la comunità cristiana con i loro errori di dottrina e di morale. E’ un documento prezioso della fede delle origini, perché richiama le principali verità cristiane. I destinatari sono vagamente indicati e lo scritto ha piuttosto un andamento omiletico, con uno stile vivo e pittoresco. Poiché la 2 Pt utilizza una notevole parte di Gd, la data della lettera può essere fusata agli anni 62-67 o 70-80 (cfr. introd. a 2 Pt).

Capitolo 1            Indirizzo e saluti
1 Giuda, servo di Gesù Cristo, fratello di Giacomo, agli eletti che vivono nell`amore di Dio Padre e sono stati preservati per Gesù Cristo: 2 misericordia a voi e pace e carità in abbondanza.
Scopo della lettera 3
- 3. La fede deve essere conservata intatta per sempre, come un sacro deposito: cfr. 1 Cor 11, 21 Tm 6, 20.
Carissimi, avevo un gran desiderio di scrivervi riguardo alla nostra salvezza, ma sono stato costretto a farlo per esortarvi a combattere per la fede, che fu trasmessa ai credenti una volta per tutte. 4 Si sono infiltrati infatti tra voi alcuni individui - i quali sono già stati segnati da tempo per questa condanna - empi che trovano pretesto alla loro dissolutezza nella grazia del nostro Dio, rinnegando il nostro unico padrone e signore Gesù Cristo.
I falsi dottori 5
5. La Bibbia dimostra che per gli empi non c’è scampo: cfr. Nm 14, 351 Cor 10, 5.
Ora io voglio ricordare a voi, che già conoscete tutte queste cose, che il Signore dopo aver salvato il popolo dalla terra d`Egitto, fece perire in seguito quelli che non vollero credere, 6
6. Come in 2 Pt 2, 4.9, l’affermazione sul peccato degli angeli non è accompagnata da alcuna precisazione.
e che gli angeli che non conservarono la loro dignità ma lasciarono la propria dimora, egli li tiene in catene eterne, nelle tenebre, per il giudizio del gran giorno. 7 Così Sòdoma e Gomorra e le città vicine, che si sono abbandonate all`impudicizia allo stesso modo e sono andate dietro a vizi contro natura, stanno come esempio subendo le pene di un fuoco eterno. 8
8. Cfr. 2 Pt 2, 10; gli esseri gloriosi sono gli angeli.
Ugualmente, anche costoro, come sotto la spinta dei loro sogni, contaminano il proprio corpo, disprezzano il Signore e insultano gli esseri gloriosi. 9
9. Michele è il principe degli angeli: cfr. Dn 10, 13.21; 12, 1Ap 12, 7; L’A.T. ignora questo fatto (cfr. Dt 34, 1-6), né si sa con precisione per quale via sia arrivato a Giuda. La frase in corsivo è presa da Zc 3, 2.
L`arcangelo Michele quando, in contesa con il diavolo, disputava per il corpo di Mosè, non osò accusarlo con parole offensive, ma disse: Ti condanni il Signore! 10 Costoro invece bestemmiano tutto ciò che ignorano; tutto ciò che essi conoscono per mezzo dei sensi, come animali senza ragione, questo serve a loro rovina. 11
11. Caino, nella tradizione ebraica, era il simbolo dell’empio: cfr. Gn 4, 8. Balaam era il simbolo dell’uomo avido: Nm 22, 1824, 11-13.
Guai a loro! Perché si sono incamminati per la strada di Caino e, per sete di lucro, si sono impegolati nei traviamenti di Balaàm e sono periti nella ribellione di Kore. 12
12. Sui banchetti che precedevano la celebrazione eucaristica cfr. 1 Cor 11, 20 ss.
Sono la sozzura dei vostri banchetti sedendo insieme a mensa senza ritegno, pascendo se stessi; come nuvole senza pioggia portate via dai venti, o alberi di fine stagione senza frutto, due volte morti, sradicati; 13 come onde selvagge del mare, che schiumano le loro brutture; come astri erranti, ai quali è riservata la caligine della tenebra in eterno. 14
14. Su Enoch cfr. Gn 5, 21-24. La citazione è dall’apocrifo 'libro di Enoch' (1, 9); il verbo profetare non è da prendersi nel senso biblico: cfr. la citazione di Tt 1, 12.
Profetò anche per loro Enoch, settimo dopo Adamo, dicendo: "Ecco, il Signore è venuto con le sue miriadi di angeli per far il giudizio contro tutti, 15 e per convincere tutti gli empi di tutte le opere di empietà che hanno commesso e di tutti gli insulti che peccatori empi hanno pronunziato contro di lui". 16 Sono sobillatori pieni di acredine, che agiscono secondo le loro passioni; la loro bocca proferisce parole orgogliose e adùlano le persone per motivi interessati.
Esortazione ai fedeli 17 Ma voi, o carissimi, ricordatevi delle cose che furono predette dagli apostoli del Signore nostro Gesù Cristo. 18
18. Cfr. 1 Tm 4, 1.
Essi vi dicevano: "Alla fine dei tempi vi saranno impostori, che si comporteranno secondo le loro empie passioni". 19 Tali sono quelli che provocano divisioni, gente materiale, privi dello Spirito. 20 Ma voi, carissimi, costruite il vostro edificio spirituale sopra la vostra santissima fede, pregate mediante lo Spirito Santo, 21 conservatevi nell`amore di Dio, attendendo la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna. 22 Convincete quelli che sono vacillanti, 23 altri salvateli strappandoli dal fuoco, di altri infine abbiate compassione con timore, guardandovi perfino dalla veste contaminata dalla loro carne.
Gloria a Cristo 24
24. Cfr. Rm 16, 25-27.
A colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria senza difetti e nella letizia, 25 all`unico Dio, nostro salvatore, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, gloria, maestà, forza e potenza prima di ogni tempo, ora e sempre. Amen!

Note Capitolo 1.
- 3. La fede deve essere conservata intatta per sempre, come un sacro deposito: cfr. 1 Cor 11, 21 Tm 6, 20.
5. La Bibbia dimostra che per gli empi non c’è scampo: cfr. Nm 14, 351 Cor 10, 5.
6. Come in 2 Pt 2, 4.9, l’affermazione sul peccato degli angeli non è accompagnata da alcuna precisazione.
8. Cfr. 2 Pt 2, 10; gli esseri gloriosi sono gli angeli.
9. Michele è il principe degli angeli: cfr. Dn 10, 13.21; 12, 1Ap 12, 7; L’A.T. ignora questo fatto (cfr. Dt 34, 1-6), né si sa con precisione per quale via sia arrivato a Giuda. La frase in corsivo è presa da Zc 3, 2.
11. Caino, nella tradizione ebraica, era il simbolo dell’empio: cfr. Gn 4, 8. Balaam era il simbolo dell’uomo avido: Nm 22, 1824, 11-13.
12. Sui banchetti che precedevano la celebrazione eucaristica cfr. 1 Cor 11, 20 ss.
14. Su Enoch cfr. Gn 5, 21-24. La citazione è dall’apocrifo 'libro di Enoch' (1, 9); il verbo profetare non è da prendersi nel senso biblico: cfr. la citazione di Tt 1, 12.
18. Cfr. 1 Tm 4, 1.
24. Cfr. Rm 16, 25-27.
A A