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Lamentazioni
Questa collezione di elegie – cinque, di cui l’ultima si espande in preghiera – è attribuita tradizionalmente a Geremia, a motivo della notizia di 2 Cr 34, 25, ma le caratteristiche di stile e certi storici fanno pensare a un autore più tradivo, che riassume il messaggio del profeta ed è sotto il suo influsso. Le elegie esprimono la profonda desolazione per le sciagure abbattutesi sul popolo di Dio e vibrano di sentimenti di penitenza e di fiducia in Dio, il quale non smentisce le sue promesse, qualunque cosa accada.

Capitolo 1            Gerusalemme desolata
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- 1. Le quattro elegie dei cc. 1-4 piangono il crollo della Città santa e le sue conseguenze, esprimendo sensi di profondo pentimento e di incrollabile fiducia. È noto il loro uso nei giorni dolenti della liturgia della Passione di Cristo.
Ah! come sta solitaria la città un tempo ricca di popolo! E` divenuta come una vedova, la grande fra le nazioni; un tempo signora tra le province è sottoposta a tributo. 2
2. Amanti e amici erano gli alleati militari.
Essa piange amaramente nella notte, le sue lacrime scendono sulle guance; nessuno le reca conforto, fra tutti i suoi amanti; tutti i suoi amici l`hanno tradita, le sono divenuti nemici. 3 Giuda è emigrato per la miseria e la dura schiavitù. Egli abita in mezzo alle nazioni, senza trovare riposo; tutti i suoi persecutori l`hanno raggiunto fra le angosce. 4 Le strade di Sion sono in lutto, nessuno si reca più alle sue feste; tutte le sue porte sono deserte, i suoi sacerdoti sospirano, le sue vergini sono afflitte ed essa è nell`amarezza. 5 I suoi avversari sono i suoi padroni, i suoi nemici sono felici, perché il Signore l`ha afflitta per i suoi misfatti senza numero; i suoi bambini sono stati condotti in schiavitù, sospinti dal nemico. 6
6. Figlia di Sion è la città con la sua popolazione.
Dalla figlia di Sion è scomparso ogni splendore; i suoi capi sono diventati come cervi che non trovano pascolo; camminano senza forze davanti agli inseguitori. 7 Gerusalemme ricorda i giorni della sua miseria e del suo vagare, tutti i suoi beni preziosi dal tempo antico; ricorda quando il suo popolo cadeva per mano del nemico e nessuno le porgeva aiuto. I suoi nemici la guardavano e ridevano della sua rovina. 8 Gerusalemme ha peccato gravemente, per questo è divenuta un panno immondo; quanti la onoravano la disprezzano, perché hanno visto la sua nudità; anch`essa sospira e si volge indietro. 9 La sua sozzura è nei lembi della sua veste, non pensava alla sua fine; essa è caduta in modo sorprendente e ora nessuno la consola. "Guarda, Signore, la mia miseria, perché il nemico ne trionfa". 10 L`avversario ha steso la mano su tutte le sue cose più preziose; essa infatti ha visto i pagani penetrare nel suo santuario, coloro ai quali avevi proibito di entrare nella tua assemblea. 11 Tutto il suo popolo sospira in cerca di pane; danno gli oggetti più preziosi in cambio di cibo, per sostenersi in vita. "Osserva, Signore, e considera come sono disprezzata!
Lamento della città rovinata 12 Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c`è un dolore simile al mio dolore, al dolore che ora mi tormenta, e con cui il Signore mi ha punito nel giorno della sua ira ardente. 13 Dall`alto egli ha scagliato un fuoco e nelle mie ossa lo ha fatto penetrare; ha teso una rete ai miei piedi, mi ha fatto cadere all`indietro; mi ha reso desolata, affranta da languore per sempre. 14 S`è aggravato il giogo delle mie colpe, nella sua mano esse sono annodate; il loro giogo è sul mio collo ed ha fiaccato la mia forza; il Signore mi ha messo nelle loro mani, non posso rialzarmi. 15 Ha ripudiato tutti i miei prodi il Signore in mezzo a me. Egli ha chiamato a raccolta contro di me per fiaccare i miei giovani; il Signore ha pigiato come uva nel tino la vergine figlia di Giuda. 16 Per tali cose io piango, dal mio occhio scorrono lacrime, perché lontano da me è chi consola, chi potrebbe ridarmi la vita; i miei figli sono desolati, perché il nemico ha prevalso". 17 Sion protende le mani, nessuno la consola. Il Signore ha inviato contro Giacobbe i suoi nemici da tutte le parti. Gerusalemme è divenuta come panno immondo in mezzo a loro. 18 "Giusto è il Signore, poiché mi sono ribellata alla sua parola. Ascoltate, vi prego, popoli tutti, e osservate il mio dolore! Le mie vergini e i miei giovani sono andati in schiavitù. 19 Ho chiamato i miei amanti, ma essi mi hanno tradita; i miei sacerdoti e i miei anziani nella città sono spirati mentre cercavano cibo per sostenersi in vita. 20 Guarda, Signore, quanto sono in angoscia; le mie viscere si agitano, il mio cuore è sconvolto dentro di me, poiché sono stata veramente ribelle. Di fuori la spada mi priva dei figli, dentro c`è la morte. 21
21. Il giorno è quello della punizione.
Senti come sospiro, nessuno mi consola. Tutti i miei nemici han saputo della mia sventura, ne hanno gioito, perché tu hai fatto ciò. Manda il giorno che hai decretato ed essi siano simili a me! 22 Ti sia presente tutta la loro malvagità e trattali duramente come hai trattato me, a causa di tutte le mie prevaricazioni. Molti sono infatti i miei sospiri e il mio cuore si consuma".

Note Capitolo 1.
- 1. Le quattro elegie dei cc. 1-4 piangono il crollo della Città santa e le sue conseguenze, esprimendo sensi di profondo pentimento e di incrollabile fiducia. È noto il loro uso nei giorni dolenti della liturgia della Passione di Cristo.
2. Amanti e amici erano gli alleati militari.
6. Figlia di Sion è la città con la sua popolazione.
21. Il giorno è quello della punizione.
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