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Qoelet
Il libro è più comunemente conosciuto col titolo greco “Ecclesiaste”, corrispondente all’ebraico Qoelet e con lo stesso significato di “colui che parla nell’assemblea”, cioè il predicatore. Il testo si svolge senza un chiaro ordine ed affronta il problema del significato della vita umana, incapace di scrutare a fondo i disegni di Dio, l’uomo si trova a combattere con la realtà d’ogni giorno, alla ricerca di una felicità che gli alleggerisca il peso di vivere. La felicità terrena, la ricerca del piacere non può essere il vero scopo della vita. Quale sia in definitiva il segreto della vita, l’autore non sa dirlo, contentandosi di demolire le tesi opposte alle sue. A motivo del suo caratteristico argomentare, l’autore è stato accusato di essere un pessimista, un edonista o uno scettico: in realtà, egli è uno spirito profondamente religioso e, affermando l’illusione della felicità sulla terra, orienta le aspirazioni dell’uomo verso una felicità più alta e sicura. Il consiglio finale del Qoelet, ispirato a un realismo di buona lega, è un invito alla moderazione nell’uso delle cose terrene, nel rispetto della volontà di dio. Nei suoi aspetti apparentemente negativi, l’autore testimonia la necessità d’una più completa rivelazione divina sulle sanzioni eterne nell’al di là all’operato dell’uomo sulla terra. La rivelazione cristiana offrirà agli uomini, che inseguono sulla terra i loro insopprimibili desideri di felicità, la grazia divina. L’autore si presenta sotto le vesti di Salomone (1, 1) con un chiaro artificio letterario giacché egli ha pubblicato il suo libro probabilmente nella seconda metà del III sec. a.C., settecent’anni circa dopo il re sapientissimo.

Capitolo 1            Tutto è vanità in questo mondo
1 Parole di Qoèlet, figlio di Davide, re di Gerusalemme.
2
- 2. Vanità delle vanità sta ad indicare la caducità delle cose e la loro incapacità a far l'uomo felice in armonia con i disegni divini.
Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità, tutto è vanità.
3 Quale utilità ricava l`uomo da tutto l`affanno per cui fatica sotto il sole?
4 Una generazione va, una generazione viene ma la terra resta sempre la stessa.
5 Il sole sorge e il sole tramonta, si affretta verso il luogo da dove risorgerà.
6 Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana; gira e rigira e sopra i suoi giri il vento ritorna.
7 Tutti i fiumi vanno al mare, eppure il mare non è mai pieno: raggiunta la loro mèta, i fiumi riprendono la loro marcia.
8 Tutte le cose sono in travaglio e nessuno potrebbe spiegarne il motivo. Non si sazia l`occhio di guardare né mai l`orecchio è sazio di udire.
9 Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c`è niente di nuovo sotto il sole.
10 C`è forse qualcosa di cui si possa dire: "Guarda, questa è una novità"? Proprio questa è già stata nei secoli che ci hanno preceduto.
11 Non resta più ricordo degli antichi, ma neppure di coloro che saranno si conserverà memoria presso coloro che verranno in seguito.
Vanità della scienza 12
12. Per la sapienza e ricchezza di Salomone cfr. 1 Re 5, 9-1010, 4-5Lc 12, 27.
Io, Qoèlet, sono stato re d`Israele in Gerusalemme. 13 Mi sono proposto di ricercare e investigare con saggezza tutto ciò che si fa sotto il cielo. E` questa una occupazione penosa che Dio ha imposto agli uomini, perché in essa fatichino. 14
14. Tutto è inutile sforzo.
Ho visto tutte le cose che si fanno sotto il sole ed ecco tutto è vanità e un inseguire il vento. 15 Ciò che è storto non si può raddrizzare e quel che manca non si può contare. 16 Pensavo e dicevo fra me: "Ecco, io ho avuto una sapienza superiore e più vasta di quella che ebbero quanti regnarono prima di me in Gerusalemme. La mia mente ha curato molto la sapienza e la scienza". 17 Ho deciso allora di conoscere la sapienza e la scienza, come anche la stoltezza e la follia, e ho compreso che anche questo è un inseguire il vento, 18 perchè molta sapienza, molto affanno; chi accresce il sapere, aumenta il dolore.

Note Capitolo 1.
- 2. Vanità delle vanità sta ad indicare la caducità delle cose e la loro incapacità a far l'uomo felice in armonia con i disegni divini.
12. Per la sapienza e ricchezza di Salomone cfr. 1 Re 5, 9-1010, 4-5Lc 12, 27.
14. Tutto è inutile sforzo.
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