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Romani
E’ incontestabilmente il capolavoro del genio di Paolo e un documento d’importanza essenziale per il cristianesimo di tutti tempi. Mentre è a Corinto, alla fine del 57, in ansiosa attesa dell’esito della colletta (cfr. introd. A 2 Cor) che doveva pacificare pagano-cristiani e giudeo-cristiani, l’apostolo pensa di realizzare finalmente il suo progetto di recarsi presso l’antica (cfr. At 2, 10) comunità cristiana della capitale dell’impero, prima del suo balzo in Spagna verso le colonne d’Ercole agli ultimi confini del mondo allora conosciuto. Una tradizione cristiana dei primi secoli fa risalire la presenza e l’apostolato di Pietro a Roma agli anni di Claudio (a. 42-54). L’evangelo diffuso dagli apostoli che fondano le Chiese, “potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco” (1, 16), in quanto rivela la misericordiosa bontà di Dio Salvatore di tutta l’umanità travolta dal peccato, è il dichiarato argomento di questa lettera, nella quale Paolo chiarisce e definisce la vicenda spirituale della umanità intera di fronte al mistero della Croce e della Chiesa. Preceduta da un preambolo significativamente denso (1, 1-15), la lettera si articola in due grandi parti, l’una dottrinale (1, 6-11, 36) e l’altra di esortazioni morali (12, 1-15, 13), ed è conclusa da un lungo epilogo con un’alata dossologia finale (15, 14-16, 27).

Capitolo 1            Indirizzo e saluto
1
- 1-7. Il lungo indirizzo è pari alla grandiosità della lettera e ne anticipa i temi principali. Come servo di Cristo, Paolo si dichiara a totale sua disposizione per la missione apostolica. Gesù lo ha prescelto con una vocazione, che fu eccezionale e lo annoverò fra i Dodici: cfr. Gal 1, 15 ss.
1. Il termine vangelo ricorre 40 volte nell’epistolario paolino.
Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per vocazione, prescelto per annunziare il vangelo di Dio, 2 che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture, 3
3-4. Il vangelo è Cristo, annunziato secondo la natura umana come figlio di Davide, cioè Messia (cfr. Mt 1, 1) e rivelatosi Figlio di Dio, fonte della vita soprannaturale. Dopo l’umiliazione e la morte di croce, il Padre lo ha costituito nella gloria che aveva da sempre: cfr. At 2, 22-25.32-36; Fil 2, 8 ss.; Ef 1, 18-21.
riguardo al Figlio suo, nato dalla stirpe di Davide secondo la carne, 4 costituito Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti, Gesù Cristo, nostro Signore. 5 Per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia dell`apostolato per ottenere l`obbedienza alla fede da parte di tutte le genti, a gloria del suo nome; 6 e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo. 7
7. Santi, cioè sottratti al mondo e consacrati a Dio, partecipi della sua vita: cfr. 8, 1; 1 Cor 1, 4-9Lv 11, 4419, 2.
A quanti sono in Roma amati da Dio e santi per vocazione, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo.
Affetto per i Romani 8 Anzitutto rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo riguardo a tutti voi, perché la fama della vostra fede si espande in tutto il mondo. 9 Quel Dio, al quale rendo culto nel mio spirito annunziando il vangelo del Figlio suo, mi è testimone che io mi ricordo sempre di voi, 10 chiedendo sempre nelle mie preghiere che per volontà di Dio mi si apra una strada per venire fino a voi. 11 Ho infatti un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne siate fortificati, 12 o meglio, per rinfrancarmi con voi e tra voi mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io. 13
13. Cfr. At 19, 2123, 11 sulle intenzioni di Paolo di recarsi a Roma.
Non voglio pertanto che ignoriate, fratelli, che più volte mi sono proposto di venire fino a voi - ma finora ne sono stato impedito - per raccogliere qualche frutto anche tra voi, come tra gli altri Gentili. 14
14. I barbari erano allora detti i popoli non di cultura greca.
Poiché sono in debito verso i Greci come verso i barbari, verso i dotti come verso gli ignoranti: 15 sono quindi pronto, per quanto sta in me, a predicare il vangelo anche a voi di Roma.
Argomento della lettera 16
16. Comincia la parte dottrinale della lettera con l'enunciazione del tema. Paolo non si vergogna di annunciare un crocifisso come l’unico Salvatore universale: cfr. 1 Cor 1, 18.232 Tm 1, 8-12.16; Mc 8, 34-38.
Io infatti non mi vergogno del vangelo, poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco. 17
17. La giustizia di Dio è la sua fedeltà alle antiche promesse di salvezza, con la quale fa giusti noi (cfr. Gal 3, 16). 'Di fede in fede', cioè da una fede, che tende a diventare sempre più perfetta. Citazione di Ab 2, 4.
E` in esso che si rivela la giustizia di Dio di fede in fede, come sta scritto: Il giusto vivrà mediante la fede.
Tutti gli uomini hanno peccato 18
18. L’ira di Dio è una espressione metaforica proveniente dall’A.T. a indicare l’atteggiamento divino nei confronti del peccato: pagani (vv. 18-32) ed Ebrei (2, 1 - 3, 20) hanno tutti bisogno del vangelo, unica salvezza.
In realtà l`ira di Dio si rivela dal cielo contro ogni empietà e ogni ingiustizia di uomini che soffocano la verità nell`ingiustizia, 19 poiché ciò che di Dio si può conoscere è loro manifesto; Dio stesso lo ha loro manifestato. 20
20. Cfr. Sap 13, 1-15.
Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l`intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità; 21 essi sono dunque inescusabili, perché, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e si è ottenebrata la loro mente ottusa. 22 Mentre si dichiaravano sapienti, sono diventati stolti 23
23. Il culto degli animali era diffuso particolarmente in Egitto.
e hanno cambiato la gloria dell`incorruttibile Dio con l`immagine e la figura dell`uomo corruttibile, di uccelli, di quadrupedi e di rettili.
Dio li ha abbandonati 24
24. L’abbandono di Dio sta a significare le conseguenze morali della idolatria.
Perciò Dio li ha abbandonati all`impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi, 25 poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen. 26 Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. 27 Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s`addiceva al loro traviamento. 28 E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d`una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, 29
29. Cfr. altri elenchi di vizi in 13, 13; 1 Cor 6, 9-10; Gal 5, 19-21; Col 3, 5-8.
colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d`invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, 30 maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, 31 insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. 32 E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa.

Note Capitolo 1.
- 1-7. Il lungo indirizzo è pari alla grandiosità della lettera e ne anticipa i temi principali. Come servo di Cristo, Paolo si dichiara a totale sua disposizione per la missione apostolica. Gesù lo ha prescelto con una vocazione, che fu eccezionale e lo annoverò fra i Dodici: cfr. Gal 1, 15 ss.
1. Il termine vangelo ricorre 40 volte nell’epistolario paolino.
3-4. Il vangelo è Cristo, annunziato secondo la natura umana come figlio di Davide, cioè Messia (cfr. Mt 1, 1) e rivelatosi Figlio di Dio, fonte della vita soprannaturale. Dopo l’umiliazione e la morte di croce, il Padre lo ha costituito nella gloria che aveva da sempre: cfr. At 2, 22-25.32-36; Fil 2, 8 ss.; Ef 1, 18-21.
7. Santi, cioè sottratti al mondo e consacrati a Dio, partecipi della sua vita: cfr. 8, 1; 1 Cor 1, 4-9Lv 11, 4419, 2.
13. Cfr. At 19, 2123, 11 sulle intenzioni di Paolo di recarsi a Roma.
14. I barbari erano allora detti i popoli non di cultura greca.
16. Comincia la parte dottrinale della lettera con l'enunciazione del tema. Paolo non si vergogna di annunciare un crocifisso come l’unico Salvatore universale: cfr. 1 Cor 1, 18.232 Tm 1, 8-12.16; Mc 8, 34-38.
17. La giustizia di Dio è la sua fedeltà alle antiche promesse di salvezza, con la quale fa giusti noi (cfr. Gal 3, 16). 'Di fede in fede', cioè da una fede, che tende a diventare sempre più perfetta. Citazione di Ab 2, 4.
18. L’ira di Dio è una espressione metaforica proveniente dall’A.T. a indicare l’atteggiamento divino nei confronti del peccato: pagani (vv. 18-32) ed Ebrei (2, 1 - 3, 20) hanno tutti bisogno del vangelo, unica salvezza.
20. Cfr. Sap 13, 1-15.
23. Il culto degli animali era diffuso particolarmente in Egitto.
24. L’abbandono di Dio sta a significare le conseguenze morali della idolatria.
29. Cfr. altri elenchi di vizi in 13, 13; 1 Cor 6, 9-10; Gal 5, 19-21; Col 3, 5-8.
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