Home » Testo CEI 1974 » Lettere Paoline » Tito
Tito
Tito, assente negli Atti', era pagano di nascita (Gal 2, I-S) e fu forse convertito e battezzato da Paolo nel corso del primo viaggio missionario in Asia Minore. Accompagnò Paolo a Gerusalemme in occasione dell'assemblea che dovette decidere il più grave problema della Chiesa primitiva (cfr. introd. a Gal). Durante il terzo viaggio missionario di Paolo fu incaricato di delicate missioni a Corinto (2 Cor 7, 13-15; 8, 16-24). La lettera lo dice a capo della Chiesa dell'isola di Creta (1, 7). Durante la sua seconda prigionia Paolo lo inviò in Dalmazia (2 Tm 4, 10). La lettera fu scritta dalla Macedonia (3, 12) tra la 1 e 2 Tm (v. introd. a queste lettere). Per la data e le caratteristiche generali della lettera v. introd. a Tm.

Capitolo 1            Indirizzo e saluto
1
- 1-3. È la più ricca descrizione dell’apostolato cristiano.
Paolo, servo di Dio, apostolo di Gesù Cristo per chiamare alla fede gli eletti di Dio e per far conoscere la verità che conduce alla pietà 2 ed è fondata sulla speranza della vita eterna, promessa fin dai secoli eterni da quel Dio che non mentisce, 3 e manifestata poi con la sua parola mediante la predicazione che è stata a me affidata per ordine di Dio, nostro salvatore, 4 a Tito, mio vero figlio nella fede comune: grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù, nostro salvatore.
Elezione dei presbiteri 5
5. Fin dal primo viaggio missionario Paolo istituì un collegio di presbiteri: cfr. At 14, 23.
Per questo ti ho lasciato a Creta perché regolassi ciò che rimane da fare e perché stabilissi presbiteri in ogni città, secondo le istruzioni che ti ho dato: 6
6. Cfr. 1 Tm 3, 1-2.
il candidato deve essere irreprensibile, sposato una sola volta, con figli credenti e che non possano essere accusati di dissolutezza o siano insubordinati. 7
7. Il nome vescovo si sostituisce a presbitero perché i termini erano ancora equivalenti: cfr. At 14, 23.
Il vescovo infatti, come amministratore di Dio, dev`essere irreprensibile: non arrogante, non iracondo, non dedito al vino, non violento, non avido di guadagno disonesto, 8 ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, pio, padrone di sé, 9 attaccato alla dottrina sicura, secondo l`insegnamento trasmesso, perché sia in grado di esortare con la sua sana dottrina e di confutare coloro che contraddicono.
Lotta contro i falsi dottori 10
10. Cfr. 1 Tm 1, 36, 3 ss.
Vi sono infatti, soprattutto fra quelli che provengono dalla circoncisione, molti spiriti insubordinati, chiacchieroni e ingannatori della gente. 11 A questi tali bisogna chiudere la bocca, perché mettono in scompiglio intere famiglie, insegnando per amore di un guadagno disonesto cose che non si devono insegnare. 12
12. Il detto popolare è del poeta cretese Epimenide (VI sec. a.C.) tenuto in conto di visionario.
Uno dei loro, proprio un loro profeta, già aveva detto: "I Cretesi son sempre bugiardi, male bestie, ventri pigri". 13
13. Cfr. 1 Tm 1, 10.
Questa testimonianza è vera. Perciò correggili con fermezza, perché rimangano nella sana dottrina 14 e non diano più retta a favole giudaiche e a precetti di uomini che rifiutano la verità. 15
15. Per la distinzione tra cibi puri e impuri cfr. 1 Tm 4, 3 ss.; l’impurità sta nella ristrettezza di mente di chi la considera ancora valida: cfr. Rm 14, 14 ss.
Tutto è puro per i puri; ma per i contaminati e gli infedeli nulla è puro; sono contaminate la loro mente e la loro coscienza. 16 Dichiarano di conoscere Dio, ma lo rinnegano con i fatti, abominevoli come sono, ribelli e incapaci di qualsiasi opera buona.

Note Capitolo 1.
- 1-3. È la più ricca descrizione dell’apostolato cristiano.
5. Fin dal primo viaggio missionario Paolo istituì un collegio di presbiteri: cfr. At 14, 23.
6. Cfr. 1 Tm 3, 1-2.
7. Il nome vescovo si sostituisce a presbitero perché i termini erano ancora equivalenti: cfr. At 14, 23.
10. Cfr. 1 Tm 1, 36, 3 ss.
12. Il detto popolare è del poeta cretese Epimenide (VI sec. a.C.) tenuto in conto di visionario.
13. Cfr. 1 Tm 1, 10.
15. Per la distinzione tra cibi puri e impuri cfr. 1 Tm 4, 3 ss.; l’impurità sta nella ristrettezza di mente di chi la considera ancora valida: cfr. Rm 14, 14 ss.
successivo >>    
A A