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Tobia
Il libro racconta una storia familiare in cui si intrecciano le vicende del vecchio, piissimo e provatissimo Tobi, del suo giovane figlio Tobia e della giovane Sara. Essi vivono in esilio ľ i primi due in Assiria e lĺaltra in Persia ľ e, grazie allĺintervento dellĺangelo Raffaele, riescono a risolvere i loro vari problemi. Tobi riacquista la vista e recupera una somma di denaro; Tobia sposa Sara, che aveva visto morire sette mariti uccisi dal demonio Asmodeo. Ispirato ai modelli biblici patriarcali ľ Abramo e Sara, Isacco e Rebecca, Giacobbe e Rachele ľ il libro, letterariamente assai pregevole, Ŕ una storia popolare con intendimenti di edificazione spirituale. Eĺ ricco, in particolare, di insegnamenti religiosi sulla divina provvidenza, gli angeli, i demoni, la preghiera e di norme morali, che costituiscono una specie di codice delle virt¨ familiari. Si ignora chi ne sia stato lĺautore, che us˛ la lingua ebraica o aramaica. Del testo originale perduto sono stati trovati recentemente dei frammenti ci Ŕ giunto in due principali recensioni greche e la data di edizione pu˛ oscillare tra il V e il III sec. a.C.

Capitolo 1            Il padre di Tobi
1 Libro della storia di Tobi, figlio di T˛biel, figlio di AnÓniel, figlio di Aduel, figlio di GÓbael, della discendenza di Asiel, della trib¨ di Neftali. 2 Al tempo di SalmanÓssar, re degli Assiri, egli fu condotto prigioniero da Tisbe, che sta a sud di Kades di Neftali, nell`alta Galilea, sopra Casor, verso occidente, a nord di Sefet. 3
- 3. L'elemosina, la preghiera e il digiuno erano pratiche fondamentali della pietà ebraica: cfr. Mt 6, 1-4.
Io, Tobi, passavo i giorni della mia vita seguendo le vie della veritÓ e della giustizia. Ai miei fratelli e ai miei compatrioti, che erano stati condotti con me in prigionia a Ninive, nel paese degli Assiri, facevo molte elemosine. 4
4. La trib¨ di Neftali era nel regno scismatico del nord.
Mi trovavo ancora al mio paese, la terra d`Israele, ed ero ancora giovane, quando la trib¨ del mio antenato Neftali abbandon˛ la casa di Davide e si stacc˛ da Gerusalemme, la sola cittÓ fra tutte le trib¨ d`Israele scelta per i sacrifici. In essa era stato edificato il tempio, dove abita Dio, ed era stato consacrato per tutte le generazioni future. 5
5. Sul vitello di Geroboamo cfr. 1 Re 12, 28.
Tutti i miei fratelli e quelli della trib¨ del mio antenato Neftali facevano sacrifici sui monti della Galilea al vitello che GeroboÓmo re d`Israele aveva fabbricato in Dan. 6 Io ero il solo che spesso mi recavo a Gerusalemme nelle feste, per obbedienza ad una legge perenne prescritta a tutto Israele. Correvo a Gerusalemme con le primizie dei frutti e degli animali, con le decime del bestiame e con la prima lana che tosavo alle mie pecore. 7 Consegnavo tutto ai sacerdoti, figli di Aronne, per l`altare. Davo anche ai leviti che allora erano in funzione a Gerusalemme le decime del grano, del vino, dell`olio, delle melagrane, dei fichi e degli altri frutti. Per sei anni consecutivi convertivo in danaro la seconda decima e la spendevo ogni anno a Gerusalemme. 8
8. Sulle decime, cfr. Dt 14, 22-29. La terza decima era destinata ogni tre anni alla beneficenza.
La terza decima poi era per gli orfani, le vedove e i forestieri che si trovavano con gli Israeliti. La portavo loro ogni tre anni e la si consumava insieme, come vuole la legge di MosŔ e secondo le raccomandazioni di Debora moglie di AnÓniel, la madre di nostro padre, poichÚ mio padre, morendo, mi aveva lasciato orfano. 9 Quando divenni adulto, sposai Anna, una donna della mia parentela, e da essa ebbi un figlio che chiamai Tobia. 10 Dopo la deportazione in Assiria, quando fui condotto prigioniero e arrivai a Ninive, tutti i miei fratelli e quelli della mia gente mangiavano i cibi dei pagani; 11 ma io mi guardai bene dal farlo. 12 PoichÚ restai fedele a Dio con tutto il cuore, 13 l`Altissimo mi fece trovare il favore di SalmanÓssar, del quale presi a trattare gli affari. 14 Venni cosý nella Media, dove, finchÚ egli visse, conclusi affari per conto suo. Fu allora che a Rage di Media, presso Gabael, un mio parente figlio di Gabri, depositai in sacchetti la somma di dieci talenti d`argento. 15 Quando SalmanÓssar morý, gli successe il figlio SennÓcherib. Allora le strade della Media divennero impraticabili e non potei pi¨ tornarvi. 16 Al tempo di SalmanÓssar facevo spesso l`elemosina a quelli della mia gente; 17 donavo il pane agli affamati, gli abiti agli ignudi e, se vedevo qualcuno dei miei connazionali morto e gettato dietro le mura di Ninive, io lo seppellivo. 18
18. Cfr. 2 Re 19, 35-37.
Seppellii anche quelli che aveva uccisi SennÓcherib, quando torn˛ fuggendo dalla Giudea, al tempo del castigo mandato dal re del cielo sui bestemmiatori. Nella sua collera egli ne uccise molti; io sottraevo i loro corpi per la sepoltura e SennÓcherib invano li cercava. 19 Ma un cittadino di Ninive and˛ ad informare il re che io li seppellivo di nascosto. Quando seppi che il re conosceva il fatto e che mi si cercava per essere messo a morte, colto da paura, mi diedi alla fuga. 20 I miei beni furono confiscati e passarono tutti al tesoro del re. Mi rest˛ solo la moglie Anna con il figlio Tobia. 21
21. Achikar è il protagonista di un popolare romanzo orientale del sec. V a.C., conservato in aramaico, siriaco e greco.
Neanche quaranta giorni dopo, il re fu ucciso da due suoi figli, i quali poi fuggirono sui monti dell`Ararat. Gli successe allora il figlio Assarhaddon. Egli nomin˛ Achikar, figlio di mio fratello Anael, incaricato della contabilitÓ del regno ed ebbe la direzione generale degli affari. 22 Allora Achikar prese a cuore la mia causa e potei cosý ritornare a Ninive. Al tempo di SennÓcherib re degli Assiri, Achikar era stato gran coppiere, ministro della giustizia, amministratore e sovrintendente della contabilitÓ e Assarhaddon l`aveva mantenuto in carica. Egli era mio nipote e uno della mia parentela.

Note Capitolo 1.
- 3. L'elemosina, la preghiera e il digiuno erano pratiche fondamentali della pietà ebraica: cfr. Mt 6, 1-4.
4. La trib¨ di Neftali era nel regno scismatico del nord.
5. Sul vitello di Geroboamo cfr. 1 Re 12, 28.
8. Sulle decime, cfr. Dt 14, 22-29. La terza decima era destinata ogni tre anni alla beneficenza.
18. Cfr. 2 Re 19, 35-37.
21. Achikar è il protagonista di un popolare romanzo orientale del sec. V a.C., conservato in aramaico, siriaco e greco.
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