Home » Testo CEI 2008 » Apocalisse » Apocalisse
Libro dell'Apocalisse
I contenuti
Giovanni, "fratello e compagno nella tribolazione" (1,9), comunica ai cristiani che leggono i messaggi da lui scritti, quanto il Signore gli rivela sul mistero delle vicende umane. In un primo momento egli si rivolge a sette comunità cristiane, che risiedono in alcune città dell'attuale Turchia occidentale, e mette in evidenza i loro pregi e i loro difetti. Poi, accentuando l'uso dei simboli, descrive il corso della storia, con i tentativi da parte del potere del male di rendere nulli i progetti di Dio. Le meraviglie operate da Dio nel passato, in particolare il trionfo conseguito dall'Agnello-Gesù con la sua morte e risurrezione, offrono all'uomo e alla Chiesa l'assicurazione di un esito positivo del combattimento contro le forze che si oppongono al riconoscimento della redenzione di Cristo e al culto verso di lui. La caduta della grande Babilonia, simbolo della città perversa, sarà il preannuncio della sconfitta definitiva del nemico. Diverrà allora possibile contemplare lo splendore della città nuova, la Gerusalemme celeste, realizzazione perfetta dell'azione di Dio, dove gli uomini finalmente "saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con loro" (21,3). Lo schema sviluppato nell'
Apocalisse è il seguente:
Prologo e visione inaugurale (1,1-20)
Giovanni alle sette Chiese dell'Asia Minore (2,1-3,22)
Visioni profetiche (4,1-5,14)
I sette sigilli (6,1-8,1)
Le sette trombe (8,2-11,19)
La grande tribolazione (12,1-14,20)
Le sette coppe (15,1-16,21)
Il giudizio (17,1-20,15)
La nuova Gerusalemme (21,1-22,15)
Epilogo (22,16-21).

Le caratteristiche
L'
Apocalisse ha stile, prospettiva e genere letterario diversi da tutti gli altri scritti del NT e si inserisce nel grande filone degli scritti chiamati "apocalittici". Passato, presente e futuro si mescolano tra loro. Il senso nascosto, ma reale, degli eventi assume spessore drammatico. Questo libro assume dall'AT i modelli del suo linguaggio simbolico, che ne rendono comprensibile il messaggio. L'assemblea liturgica costituisce l'ambiente vitale della rivelazione profetica che lo scritto testimonia.

L'origine
Giovanni si rivolge, all'inizio del libro, "alle sette Chiese che sono in Asia" (1,4); ciò suggerisce che l'ambiente originario dei primi lettori dell'
Apocalisse sia stato quello dell'Asia Minore. Nel resto del libro non si trovano però cenni che facciano ritenere il suo messaggio globale destinato solo a questa regione. In realtà, in questo scritto potevano riconoscersi tutti i cristiani che abitavano entro i confini dell'impero romano, o meglio i cristiani del mondo intero. Quattro volte l'autore si presenta come "Giovanni" (1,1.4.9; 22,8) e si qualifica come "servo" di Dio e di Gesù, "fratello" dei cristiani in difficoltà. L'esperienza di rapimenti, visioni, estasi, che ha dato origine a questo libro è avvenuta nell'isola di Patmos, dove Giovanni stava dando testimonianza a Gesù (1,9). Antiche tradizioni riferiscono di un esilio o relegazione dell'apostolo Giovanni a Patmos, dove avrebbe scritto l'Apocalisse. Sotto certi aspetti l'opera mostra caratteristiche comuni con il vangelo e le lettere di Giovanni; ma vi si notano anche differenze rilevanti di vocabolario e di tematiche. Per questa ragione diversi studiosi pensano che l'Apocalisse non sia da attribuire all'apostolo Giovanni, ma a un suo discepolo, diverso da colui che scrisse il quarto vangelo. La data di composizione del libro è probabilmente tarda e non lontana da quella degli altri scritti giovannei: verso la fine del I sec.


Capitolo 1            


1Rivelazione di Gesù Cristo, al quale Dio la consegnò per mostrare ai suoi servi le cose che dovranno accadere tra breve. Ed egli la manifestò, inviandola per mezzo del suo angelo al suo servo Giovanni, 2il quale attesta la parola di Dio e la testimonianza di Gesù Cristo, riferendo ciò che ha visto. 3Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e custodiscono le cose che vi sono scritte: il tempo infatti è vicino.
4Giovanni, alle sette Chiese che sono in Asia: grazia a voi e pace da Colui che è, che era e che viene, e dai sette spiriti che stanno davanti al suo trono, 5e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dei morti e il sovrano dei re della terra.
A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, 6che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen.

7 Ecco, viene con le nubi e ogni occhio lo vedrà,
anche quelli che lo trafissero,
e per lui tutte le tribù della terra
si batteranno il petto.
Sì, Amen!

8Dice il Signore Dio: Io sono l'Alfa e l'Omèga, Colui che è, che era e che viene, l'Onnipotente!
9Io, Giovanni, vostro fratello e compagno nella tribolazione, nel regno e nella perseveranza in Gesù, mi trovavo nell'isola chiamata Patmos a causa della parola di Dio e della testimonianza di Gesù. 10Fui preso dallo Spirito nel giorno del Signore e udii dietro di me una voce potente, come di tromba, che diceva: 11"Quello che vedi, scrivilo in un libro e mandalo alle sette Chiese: a Èfeso, a Smirne, a Pèrgamo, a Tiàtira, a Sardi, a Filadèlfia e a Laodicèa".
12Mi voltai per vedere la voce che parlava con me, e appena voltato vidi sette candelabri d'oro 13e, in mezzo ai candelabri, uno simile a un Figlio d'uomo, con un abito lungo fino ai piedi e cinto al petto con una fascia d'oro. 14I capelli del suo capo erano candidi, simili a lana candida come neve. I suoi occhi erano come fiamma di fuoco. 15I piedi avevano l'aspetto del bronzo splendente, purificato nel crogiuolo. La sua voce era simile al fragore di grandi acque. 16Teneva nella sua destra sette stelle e dalla bocca usciva una spada affilata, a doppio taglio, e il suo volto era come il sole quando splende in tutta la sua forza.
17Appena lo vidi, caddi ai suoi piedi come morto. Ma egli, posando su di me la sua destra, disse: "Non temere! Io sono il Primo e l'Ultimo, 18e il Vivente. Ero morto, ma ora vivo per sempre e ho le chiavi della morte e degli inferi. 19Scrivi dunque le cose che hai visto, quelle presenti e quelle che devono accadere in seguito. 20Il senso nascosto delle sette stelle, che hai visto nella mia destra, e dei sette candelabri d'oro è questo: le sette stelle sono gli angeli delle sette Chiese, e i sette candelabri sono le sette Chiese.



PROLOGO E VISIONE INAUGURALE (1,1-20)
1,1-3 Beato chi legge
1,1 Rivelazione: il messaggio, che Giovanni si accinge a scrivere alle Chiese, ha la sua origine in Dio (a lui Dio la consegnò), ha come successivi mediatori Gesù Cristo, gli angeli e Giovanni stesso, e conclude il suo cammino nell’assemblea liturgica, allorché lo “scritto” viene letto ad alta voce da un lettore e ascoltato con fede dall’intera assemblea.
le cose che dovranno accadere tra breve: si tratta di una urgenza teologica, non cronologica.
1,3 Beato: l’Apocalisse si apre e si chiude (22,14) con la proclamazione di una beatitudine. Lungo il libro se ne trovano poi altre cinque (14,13; 16,15; 19,9; 20,6; 22,7). Tutte insieme queste beatitudini tratteggiano la figura del vero cristiano.
profezia: l’autore definisce il suo scritto con due nomi, rivelazione e profezia. Il primo nome dice l’origine del messaggio e il secondo lo scopo, o la funzione: offrire alle comunità cristiane gli strumenti per comprendere in profondità il senso salvifico delle vicende che accadono. “Profezia” non è predizione del futuro, ma lettura del presente con gli occhi di Dio.
1,4-8 A Dio la gloria e la potenza
1,4 alle sette Chiese: il numero sette dice la pienezza e la totalità; l’Apocalisse è una lettera rivolta non soltanto alle sette Chiese nominate, ma alla Chiesa di ogni tempo e di ogni luogo.
Colui che è, che era e che viene: è lo sviluppo del nome proprio di Dio rivelato a Mosè (vedi Es 3,14).
1,6 un regno, sacerdoti: i fedeli regnano con Cristo (5,9-10) e sono consacrati al Padre (Es 19,6; Is 61,6; 62,3; 1Pt 2,9).
1,7 Citazioni di Dn 7,13 e Zc 12,10.12.14.
1,8 Alfa e Omèga: la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto greco, equivalgono a il Primo e l’Ultimo, colui che ha dato principio e darà una fine alle cose (vedi 1,17; 21,6).
1,9-11 L’autore
1,9 Patmos: è un’isola a circa 100 chilometri a sud-ovest di Èfeso ed era nota come luogo di pena. Da Patmos, Giovanni manda la sua lettera alle Chiese, che egli nomina.
1,10 Il giorno del Signore, cioè la domenica: è la prima attestazione esplicita del trasferimento al giorno della risurrezione di Cristo del carattere sacro del sabato ebraico (vedi anche 1Cor 16,2).
1,12-20 La visione: il Figlio dell’uomo
1,13-15 Giovanni narra la visione che ha avuto, con un linguaggio che affonda le radici nell’AT. Gesù gli appare simile a un Figlio d’uomo (vedi Dn 7,13; 10,5-6), in vesti sacerdotali (l’abito lungo) e regali (la fascia d’oro). I capelli… candidi sono simbolo di eternità; gli occhi... come fiamma di fuoco indicano l’onniscienza e i piedi di bronzo l’immutabilità. La sua voce è come quella di Dio (Ez 1,24; 43,2).
1,16 La spada affilata è il potere di giudizio (Is 11,4). Per lo “splendore” si veda il racconto della trasfigurazione (Mt 17,1-13 e paralleli).
1,18 Il Vivente: colui che appare è come Dio.
1,20 Gli angeli custodiscono le comunità cristiane.
successivo >>    
A A