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Libro del profeta Isaia
I contenuti
Il libro di Isaia contiene le parole di diversi profeti. Solo alcuni brani nella prima parte del libro (cc. 1-39) possono essere fatti risalire direttamente a Isaia, il profeta vissuto in Giuda nell'VIII sec. a.C. A partire dal c. 40 si incontrano oracoli che furono pronunciati (o scritti) all'epoca dell'esilio in Babilonia (587-538). Gli ultimi capitoli (cc. 56-66) sono invece da collocare dopo il ritorno dall'esilio e dopo la ricostruzione del tempio di Gerusalemme. Si deve quindi pensare che alcuni profeti, di cui non conosciamo il nome, richiamandosi all'opera di Isaia, al suo pensiero, al suo linguaggio e al suo stile, abbiano prolungato la raccolta dei suoi scritti, aggiungendo oracoli che rispecchiavano le nuove situazioni storiche del popolo d'Israele. I contenuti delle prime due parti possono essere così riassunti:
Oracoli per Giuda e Gerusalemme (cc. 1-12)
Oracoli contro le nazioni (cc. 13-23)
Giudizio contro la "città del nulla" e restaurazione d'Israele (cc. 24-27)
Oracoli su Israele e Giuda (cc. 28-33)
Liberazione di Sion e distruzione di Edom (cc. 34-35)
Liberazione di Gerusalemme dagli eserciti nemici (cc. 36-39).
La seconda parte può invece essere divisa così:
Liberazione d'Israele e caduta di Babilonia (cc. 40-48)
Salvezza di Sion (cc. 49-55).
È più difficile presentare una divisione per la terza parte, che sembra composta da oracoli di diversa origine, senza un forte legame tra loro. Si può indicativamente dividere così:
Peccato e salvezza (cc. 56-59)
Gloria di Gerusalemme (cc. 60-62)
Giudizio per i ribelli, salvezza per i servi fedeli (cc. 63-66).

Le caratteristiche
Nella predicazione di Isaia, raccolta nei cc. 1-39, ritornano di frequente alcuni grandi temi: Sion, il monte sul quale sorge il tempio, luogo della presenza di Dio e segno della sua volontà di salvezza; Giuda e Gerusalemme, intesi come popolo eletto e amato da Dio, ma che ha abbandonato la fede e si trova così sotto il giudizio divino. Da questo processo di giudizio emergerà un "resto" del popolo, purificato e convertito. Altro tema è la dinastia regale davidica, a cui il Signore affida il compito di governare con giustizia e diritto, per far regnare la pace.
Nell'opera del Secondo-Isaia (cc. 40-55) l'attenzione si sposta sulle "cose nuove" che Dio farà per il suo popolo. La salvezza d'Israele è quasi una "nuova creazione"; il dominio universale di Dio è contrapposto alla vanità degli idoli. Particolare, nel Secondo-Isaia, è anche la figura del "Servo", la cui sofferenza viene interpretata come salvezza per Israele e per tutti gli uomini.
La terza parte del libro di Isaia (cc. 56-66) ha molti temi in comune con la seconda, in particolare la prospettiva di salvezza universale. Emerge però anche una maggiore attenzione agli aspetti legati alla pratica del culto, al tempio, all'osservanza delle legge e in particolare del sabato.

L'origine
Il libro di Isaia è frutto di un complesso lavoro di composizione, durato diversi secoli. All'origine vi è la predicazione del profeta omonimo, che operò all'incirca tra il 740 e il 700. Come per molti profeti, si pensa che gli oracoli da lui proclamati oralmente siano stati in seguito raccolti dai discepoli. All'interno dei cc. 1-39, si trovano però anche alcune parti che non risalgono a Isaia, ma sono state aggiunte più tardi (ad es. i cc. 24-27). L'opera del Secondo-Isaia va collocata nel periodo immediatamente precedente la conquista di Babilonia, compiuta da Ciro re di Persia, nel 539. La terza parte può essere stata composta tra il 530 e il 515 circa. Destinatario delle parole contenute nel libro di Isaia è stato sempre tutto il popolo d'Israele, in diversi momenti della sua storia. Nella prima parte si può notare, tuttavia, una singolare attenzione ai capi del popolo e alla casa reale, che vengono fortemente esortati a maggior fede. Nella seconda parte, il profeta si rivolge a un p to, che dubita del Signore e della sua capacità di salvare. La terza parte è diretta a una comunità che affronta i difficili momenti della ricostruzione civile, politica e religiosa, in Gerusalemme e Giuda. Il libro di Isaia ha sempre avuto un grande rilievo nella tradizione cristiana, fin dalle sue più lontane origini. Basti pensare alla presentazione di Gesù come "Emmanuele, Dio-con-noi", che apre il vangelo di Matteo (1,23) con richiamo a Is 7,14; alla figura del Servo sofferente (Is 52,13-53,12) che sta sullo sfondo dei racconti sulla passione di Gesù (vedi anche At 8,32-35; 1Pt 2,22); alla predicazione di Gesù nella sinagoga di Nazaret, narrata da Luca con esplicito rimando a Is 61,1-2 (Lc 4,16-30).




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