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Libro del profeta Michea
I contenuti
Il libro di
Michea alterna oracoli di minaccia e di denuncia a parole di consolazione e di promessa. Alcuni passi sono paralleli a brani del profeta Isaia, suo contemporaneo. L'oracolo più celebre è quello che annuncia la venuta del futuro re messianico da Betlemme (5,1), da dove un tempo era uscito Davide. L'oracolo è stato ripreso da Matteo, che lo vede realizzato nella nascita di Gesù a "Betlemme di Giudea" (Mt 2,5-6). Il libro può essere diviso in quattro parti:
Il peccato della casa di Giacobbe e dei suoi capi (1,1-3,12)
La restaurazione di Sion e il Messia (4,1-5,14)
Denuncia dell'ingiustizia e della corruzione generale (6,1-7,7)
Perdono divino e nuova gloria d'Israele (7,8-20).

Le caratteristiche
Tema dominante negli oracoli di minaccia è la condanna dell'ingiustizia sociale, dell'oppressione verso i deboli, della corruzione dei capi e dei magistrati. Questo va di pari passo con la denuncia delle autorità religiose, sacerdoti e profeti, che non predicano secondo la volontà di Dio, ma secondo gli interessi personali. La conseguenza di tutto ciò non può che essere il giudizio divino, che porta alla devastazione del paese e alla sottomissione ai nemici. Da questo quadro desolato, però, emerge un "resto" che, confidando unicamente in Dio, sarà riscattato mediante l'opera di un nuovo re, e vivrà in prosperità e pace. Allora proprio Sion, il monte del Signore, diventerà il luogo della pace per tutti i popoli.

L'origine
Secondo le indicazioni fornite da 1,1, Michea predicò nella stessa epoca di Isaia, gli ultimi decenni del sec. VIII a.C. Era originario di Morèset-Gat, una cittadina a sud-ovest di Gerusalemme. Destinatari degli oracoli di denuncia di Michea furono gli abitanti di Gerusalemme, capitale del regno di Giuda; in particolare i ricchi, i sacerdoti e i (falsi) profeti. Gli oracoli che contengono promesse di salvezza sono, probabilmente, di altra epoca e si indirizzano a persone che avevano visto la devastazione di Giuda nel 587.


Capitolo 1            


1 Parola del Signore, rivolta a Michea di Morèset, al tempo di Iotam, di Acaz e di Ezechia, re di Giuda. Visione che egli ebbe riguardo a Samaria e a Gerusalemme.

2Udite, popoli tutti!
Fa' attenzione, o terra,
con quanto contieni!
Il Signore Dio sia testimone contro di voi,
il Signore dal suo santo tempio.
3Poiché ecco, il Signore esce dalla sua dimora
e scende e cammina
sulle alture della terra;
4si sciolgono i monti sotto di lui
e le valli si squarciano
come cera davanti al fuoco,
come acque versate su un pendio.
5Tutto ciò per l'infedeltà di Giacobbe
e per i peccati della casa d'Israele.
Qual è l'infedeltà di Giacobbe?
Non è forse Samaria?
Quali sono le alture di Giuda?
Non è forse Gerusalemme?
6Ridurrò Samaria a un mucchio di rovine in un campo,
a un luogo per piantarvi la vigna.
Rotolerò le sue pietre nella valle,
scoprirò le sue fondamenta.
7Tutte le sue statue saranno frantumate,
tutti i suoi guadagni andranno bruciati,
di tutti i suoi idoli farò scempio,
perché li ha messi insieme a prezzo di prostituzione
e in prezzo di prostituzione torneranno.
8Perciò farò lamenti e griderò,
me ne andrò scalzo e nudo,
manderò ululati come gli sciacalli,
urli lamentosi come gli struzzi,
9perché la sua piaga è incurabile
ed è giunta fino a Giuda,
si estende fino alle soglie del mio popolo,
fino a Gerusalemme.
10Non l'annunciate in Gat,
non piangete,
a Bet-Leafrà rotolatevi nella polvere.
11Emigra, popolazione di Safir,
nuda e vergognosa;
non è uscita la popolazione di Saanan.
Bet-Esel è in lutto;
ha tolto a voi la sua difesa.
12Si attendeva il benessere
la popolazione di Marot,
invece è scesa la sciagura
da parte del Signore
fino alle porte di Gerusalemme.
13Attacca i destrieri al carro,
o abitante di Lachis!
Essa fu l'inizio del peccato
per la figlia di Sion,
poiché in te sono state trovate
le infedeltà d'Israele.
14Perciò tu darai un regalo d'addio a Morèset-Gat,
le case di Aczib saranno una delusione
per i re d'Israele.
15Ti farò ancora giungere un conquistatore,
o abitante di Maresà.
Fino ad Adullàm arriverà
la gloria d'Israele.
16Tàgliati i capelli, ràsati la testa
per via dei tuoi figli, tue delizie;
allarga la tua calvizie come un avvoltoio,
perché vanno in esilio
lontano da te.



IL PECCATO DELLA CASA DI GIACOBBE E DEI SUOI CAPI (1,1-3,12)
1,1 Titolo
1,1 La predicazione di Michea si colloca nella seconda metà dell’VIII sec., al tempo di Iotam, di Acaz e di Ezechia, re di Giuda.
Morèset, Morèset-Gat (vedi 1,14): borgata a circa 50 chilometri a sud-ovest di Gerusalemme.
1,2-7 Accusa contro Samaria
1,5 Il nome del patriarca Giacobbe è usato qui per indicare il popolo d’Israele. Forse il riferimento a Giuda è stato aggiunto in un momento successivo, per ricordare che anche il regno meridionale non è stato immune dal peccato di idolatria.
1,6 Allusione alla distruzione di Samaria, avvenuta nel 722 per opera degli Assiri.
1,8-16 Lamento su Giuda
1,8-16 Il canto funebre è un genere letterario usato dai profeti: qui, con il canto di lutto si descrive il castigo divino sul regno di Giuda. Forse l’oracolo allude agli eventi del 701 (vedi 2Re 18-20).
1,10-15 Gat… Bet-Leafrà… Adullàm: vengono nominate alcune città, alcune delle quali sono difficilmente localizzabili. Con i loro nomi il profeta crea in ebraico dei giochi di parole.
1,16 Tàgliati i capelli: la rasatura del capo era un segno di lutto.
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