Home » Testo CEI 2008 » Libri Profetici » Sofonia
Libro del profeta Sofonia
I contenuti
Il libro di
Sofonia contiene oracoli di minaccia e di giudizio ma anche promesse di salvezza. Il giudizio è presentato come un intervento di Dio nella storia umana, con l'immagine del "giorno del Signore" (1,14-16), già presente in Amos e in Gioele. La descrizione di quel giorno è fatta da Sofonia con ricchezza di aggettivi e di immagini, che hanno ispirato la composizione dell'inno medievale Dies Irae, usato per lungo tempo nella liturgia della Chiesa cattolica per i defunti. La salvezza annunciata da Sofonia è "per un popolo umile e povero" (3,12), tema che rimanda alle parole di Gesù: "Beati i poveri" (Mt 5,3; Lc 6,20). Possiamo dividere il libro così:
Il giorno del Signore (1,1-2,3)
Oracoli contro le nazioni e Gerusalemme (2,4-3,5)
Giudizio e salvezza per Israele e per le nazioni (3,6-20).

Le caratteristiche
La profezia di
Sofonia vuole soprattutto affermare che Dio certamente interviene nella storia degli uomini: non si può pensare, come fanno alcuni contemporanei del profeta, che Dio sia lontano e indifferente! A ribadire tale certezza si offre una descrizione del giorno del Signore in cui alcuni termini chiave, come appunto la parola "giorno", domo ripetuti con insistenza. Un tratto originale del libro è l'intreccio che si crea fra il destino dei popoli e quello d'Israele. Il giudizio minacciato è presentato in una prospettiva di distruzione universale (1,2-3), pur considerando anzitutto le colpe di Giuda. Gli oracoli di salvezza si aprono con l'annuncio della purificazione delle genti (3,9) e continuano con la descrizione della restaurazione di Gerusalemme.

L'origine
Si hanno poche notizie su Sofonia: il nome di suo padre, Cusì (Etiope), potrebbe far pensare a un'origine straniera ma il resto della genealogia contiene esclusivamente nomi ebraici. Si suppone che il profeta fosse nativo di Gerusalemme, per la sua buona conoscenza della città. L'epoca della predicazione di Sofonia coincide con gli inizi del ministero di Geremia, al tempo del re Giosia (1,1). Si deve pensare al periodo precedente la riforma religiosa, promossa da quel re verso il 622 a.C. (2Re 22,1-23,27). Destinatari del messaggio di Sofonia furono principalmente i responsabili politici e religiosi del popolo; egli aveva forse di mira i ministri, che esercitavano il potere durante la minore età del re. Giuda era allora uno stato vassallo dell'Assiria ma, con la decadenza del potere di quest'ultima, si scorgevano già i segni di un mutamento del quadro internazionale. In tale situazione, Sofonia intravede la possibilità di un radicale rinnovamento di Giuda, soltanto in parte realizzato dalla riforma di Giosia.


Capitolo 1            


1 Parola del Signore che fu rivolta a Sofonia, figlio di Cusì, figlio di Godolia, figlio di Amaria, figlio di Ezechia, al tempo di Giosia, figlio di Amon, re di Giuda.

2"Tutto farò sparire dalla terra.
Oracolo del Signore.
3Distruggerò uomini e bestie;
distruggerò gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
farò inciampare i malvagi,
eliminerò l'uomo dalla terra.
Oracolo del Signore.
4Stenderò la mano su Giuda
e su tutti gli abitanti di Gerusalemme;
eliminerò da questo luogo quello che resta di Baal
e il nome degli addetti ai culti insieme ai sacerdoti,
5quelli che sui tetti si prostrano davanti all'esercito celeste
e quelli che si prostrano giurando per il Signore,
e poi giurano per Milcom,
6quelli che si allontanano dal seguire il Signore,
che non lo cercano né lo consultano".
7Silenzio, alla presenza del Signore Dio,
perché il giorno del Signore è vicino,
perché il Signore ha preparato un sacrificio,
ha purificato i suoi invitati.
8"Nel giorno del sacrificio del Signore,
io punirò i capi e i figli di re
e quanti vestono alla moda straniera;
9punirò in quel giorno chiunque salta la soglia,
chi riempie di rapine e di frodi
il palazzo del suo padrone.
10In quel giorno - oracolo del Signore -
grida d'aiuto verranno dalla porta dei Pesci,
ululati dal quartiere nuovo
e grande fragore dai colli.
11Urlate, abitanti del Mortaio,
poiché tutta la turba dei mercanti è finita,
tutti i pesatori dell'argento sono sterminati.
12In quel tempo
perlustrerò Gerusalemme con lanterne
e farò giustizia di quegli uomini
che, riposando come vino sulla feccia, pensano:
"Il Signore non fa né bene né male".
13I loro beni saranno saccheggiati
e le loro case distrutte.
Costruiranno case ma non le abiteranno,
pianteranno viti, ma non ne berranno il vino".
14È vicino il grande giorno del Signore,
è vicino e avanza a grandi passi.
Una voce: "Amaro è il giorno del Signore!".
Anche un prode lo grida.
15Giorno d'ira quel giorno,
giorno di angoscia e di afflizione,
giorno di rovina e di sterminio,
giorno di tenebra e di oscurità,
e giorno di nube e di caligine,
16giorno di suono di corno e di grido di guerra
sulle città fortificate
e sulle torri elevate.
17Metterò gli uomini in angoscia
e cammineranno come ciechi,
perché hanno peccato contro il Signore;
il loro sangue sarà sparso come polvere
e la loro carne come escrementi.
18Neppure il loro argento, neppure il loro oro
potranno salvarli.
Nel giorno dell'ira del Signore
e al fuoco della sua gelosia
tutta la terra sarà consumata,
poiché farà improvvisa distruzione
di tutti gli abitanti della terra.



IL GIORNO DEL SIGNORE (1,1-2,3)
1,1 Titolo
1,1 Il titolo dà una breve genealogia di Sofonia e indica l’epoca della sua predicazione: al tempo di Giosia (seconda metà del VII sec.).
1,2-6 Giudizio divino
1,2-6 Il giudizio divino viene presentato come una distruzione del creato.
1,5 quelli che sui tetti si prostrano: allude al culto degli astri, di origine mesopotamica; Milcom era invece una divinità ammonita.
1,7-2,3 Il giorno del Signore
1,9 Saltare la soglia: un modo per tener lontani gli influssi degli spiriti maligni; il profeta condanna tale superstizione, legata all’idolatria.
1,10-11 porta dei Pesci, quartiere nuovo e Mortaio: settori della città di Gerusalemme.
1,12 riposando come vino sulla feccia: sono completamente immobili, tranquilli e noncuranti.
successivo >>    
A A