Geremia
      Autore e ambiente storico
L'attività del profeta Geremia ha inizio nel 626 a.C. e si conclude qualche anno dopo il 587 a.C. (vedi 1, 2-3). Il profeta morì probabilmente in Egitto (vedi capitoli 43-44). Nel suo libro troviamo ampie notizie sulla sua attività dal 609 al 587 a.C.
Questi vent'anni sono stati molto importanti per la vita del popolo ebraico. Il piccolo regno di Giuda, coinvolto nel gioco delle grandi potenze (Egitto, Assiria, Babilonia), finì per essere schiacciato dal vincitore Nabucodonosor, re di Babilonia.
Questi conquistò Gerusalemme una prima volta nel 597 a.C. Lasciò intatta la città, ma condusse in esilio il re Ioiachin e un certo numero di persone qualificate.
Dieci anni dopo, Nabucodonosor ritornò a Gerusalemme per punire una ribellione del nuovo re, Sedecia. Questa volta distrusse la città e il tempio del Signore e deportò a Babilonia buona parte della popolazione superstite, insieme al re Sedecia. Nel territorio di Giuda rimase soltanto la gente più povera, sfruttata e maltrattata da bande di soldati sfuggiti al massacro.

Nel quadro di queste vicende storiche si inserisce l'attività del profeta Geremia. Egli ricevette da Dio l'incarico di spiegare ai suoi contemporanei il significato della tragedia che stavano vivendo. In un primo momento il profeta sperò di poter convincere il suo popolo ad evitare la catastrofe nazionale. Si oppose ai re, ai capi, all'opinione pubblica del suo tempo, e lo fece non per calcoli umani, ma per fedeltà alla missione ricevuta da Dio, alla quale ubbidirà sempre nonostante le difficoltà interiori ed esteriori, che si manifestano nei suoi lamenti rivolti a Dio (vedi ad esempio 11, 18-12, 6; 15, 10-21; 17, 14-18; 18, 18-23; 20, 7-18).
Quando la catastrofe si rivelò inevitabile, il profeta affermò la necessità di accettare il predominio dei Babilonesi e fu, per questo, accusato di disfattismo e tradimento. Ma egli amava il suo popolo e suggeriva la sottomissione perché scorgeva in essa l'ubbidienza al piano di Dio. Il disastro nazionale e il rifiuto opposto alla sua predicazione gli fecero comprendere che il comportamento umano può essere mutato solo da una trasformazione del modo di pensare e agire operata da Dio stesso (31, 31-34). Sperando in questo, egli poté annunziare ai deportati in Babilonia e a quelli rimasti in Giudea la futura rinascita.

      Caratteristiche principali
Il capitolo 36 del libro di Geremia fa capire in che modo è stato scritto questo libro, almeno nella sua parte essenziale.
A distanza di vent'anni da quando aveva cominciato a parlare, Geremia fece scrivere i suoi interventi precedenti. Questa prima raccolta venne bruciata dal re Ioiakim, ma Geremia ne fece una seconda redazione, aggiungendo anche altro materiale.
Il profeta non scrisse personalmente, ma si servì di un amico, di nome Baruc, che svolgeva una funzione simile a quella dei nostri notai. È probabile che Baruc, dopo la morte del profeta, abbia raccolto le sue memorie e con esse abbia completato il libro. Alcuni pensano che altri ricordi furono, più tardi, aggiunti a questa raccolta da discepoli che avevano costatato l'avvenuta realizzazione delle parole del profeta.

Le ripetizioni, i cambiamenti di stile e l'apparente disordine che possono disorientare i lettori di oggi, si spiegano con l'origine complessa del libro. Per seguire meglio i racconti e comprendere i messaggi del profeta è utile tener conto delle grandi divisioni all'interno del libro stesso, indicate nello schema seguente.

      Schema
- Presentazione 1, 1-3
- Dio chiama Geremia alla missione di profeta 1, 4-19
- Messaggi ai re e agli abitanti del regno di Giuda 2, 1-24, 10
- Breve sintesi della missione del profeta Geremia 25, 1-38
- Avvenimenti della vita del profeta 26, 1-45, 5
- Messaggi rivolti alle nazioni straniere 46, 1-51, 64
- Appendice:
La fine di Gerusalemme 52, 1-34
      GEREMIA



Capitolo 1
        Presentazione del libro



1Messaggi e fatti della vita di Geremia. Egli era figlio di Chelkia, uno dei sacerdoti che abitavano ad Anatot, nel territorio della tribù di Beniamino. 2Il Signore cominciò a parlare a Geremia nel tredicesimo anno del regno di Giosia figlio di Amon, re di Giuda. 3Il Signore gli parlò di nuovo quando era re loiakim figlio di Giosia, fino al termine dell'undicesimo anno di regno di un altro figlio di Giosia, Sedecia. Nel quinto mese di quell'anno, gli abitanti di Gerusalemme furono condotti in esilio.

      Dio chiama Geremia alla missione di profeta
4Il Signore mi disse:
5- Io pensavo a te prima ancora di formarti nel ventre materno. Prima che tu venissi alla luce, ti avevo già scelto, ti avevo consacrato profeta per annunziare il mio messaggio alle nazioni.
6Io risposi:
- Signore mio Dio, come farò? Vedi che sono ancora troppo giovane per presentarmi a parlare.
7Ma il Signore mi disse:
- Non preoccuparti se sei troppo giovane. Va' dove ti manderò e riferisci quel che ti ordinerò. 8Non aver paura della gente, perché io sono con te a difenderti. Io, il Signore, ti do la mia parola.
9Allora il Signore stese la mano, mi toccò la bocca e mi disse:
- Io metto le mie parole sulle tue labbra.
10Ecco, oggi ti do autorità
sulle nazioni e sui regni
per sradicare e demolire,
per distrùggere e abbattere,
per edificare e piantare.

      Due visioni: il mandorlo e la pentola
11Il Signore mi domandò:
- Geremia, che cosa vedi?
Io risposi:
- Vedo un ramo di mandorlo.
12Il Signore aggiunse:
- Hai visto bene. Ricordati che anch'io sto ben attento perché si realizzi tutto quel che dico.
13Il Signore mi domandò ancora:
- Che cos'altro vedi?
Risposi:
- Vedo una pentola che sta bollendo, inclinata da nord verso sud.
14Il Signore mi spiegò:
"È proprio dal nord
che si rovescerà la distruzione
su tutti gli abitanti di questa regione.
15Io infatti sto per radunare
tutte le tribù e i regni del nord.
Essi verranno, e ogni re porrà il suo trono
davanti alle porte di Gerusalemme.
Circonderanno le sue mura
e attaccheranno tutte le città di Giuda.
Lo dico io, il Signore.
16"Allora io punirò gli abitanti della Giudea per tutto il male che hanno commesso: hanno abbandonato me per offrire sacrifici a divinità straniere e per andare a buttarsi in ginocchio davanti a idoli che loro stessi si sono fabbricati. 17Ma tu tieniti pronto per andare a riferire loro quel che io ti ordinerò. Non aver paura di loro, altrimenti sarò io a farti tremare davanti a loro. 18Oggi io ti rendo capace di resistere, come una città fortificata, come una colonna di ferro e un muro di bronzo contro gli attacchi di questa regione: i re di Giuda, i suoi capi, i sacerdoti, tutta la sua gente. 19Si metteranno tutti contro dite, ma non potranno vincerti perché ci sarò io con te a difenderti. Te lo prometto io, il Signore!".

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