Neemia
      Caratteristiche principali
Il libro di Neemia è la continuazione di quello di Esdra. Ha un carattere particolare, perché ha la forma di una raccolta di ricordi e di un diario dello stesso Neemia.
Egli era un laico, funzionario alla corte di Artaserse, re di Persia. Ottenne il permesso di recarsi a Gerusalemme con lo scopo di ricostruire le difese della città e di riorganizzare la vita civile e religiosa. Appena giunto a Gerusalemme, Neemia ispezionò di notte le mura e si rese conto dell'urgenza di ripararle (capitoli 1-2).
Neemia trovò grande collaborazione, ma dovette anche affrontare l'opposizione delle popolazioni non ebraiche e le difficoltà soprattutto economiche degli Ebrei (capitoli 3-7).
Al centro del libro, nei capitoli 8-10, Esdra appare accanto a Neemia nel corso di una solenne lettura pubblica della legge, alla quale segue una lunga preghiera di penitenza e il solenne impegno da parte del popolo di essere fedele all'osservanza della legge.
Dopo alcuni elenchi che danno il quadro della popolazione ebraica di Gerusalemme e dintorni (capitoli 11-12, 26), riprende il racconto di Neemia che parla della solenne inaugurazione delle mura ricostruite e di alcune norme da lui stabilite che riguardano particolarmente il rispetto del sabato (capitoli 12-13).

      Autore e ambiente storico
Neemia è un personaggio interessante per il suo coraggio, la lucidità delle decisioni e la grande onestà. Attorno a lui si muove un popolo angustiato da molte difficoltà, che però è pieno di speranza e desideroso di rimanere unito e solidale. Neemia lo guida con abilità e discrezione, ma la sua forza più grande sta nella preghiera che egli, in ogni momento difficile, rivolge al Signore.

      Schema
- Il ritorno di Neemia a Gerusalemme 1, 1-2, 20
- La ricostruzione delle mura 3, 1-7, 73
- Lettura pubblica della legge 8, 1-10, 39
- Le altre riforme di Neemia 11, 1-13, 31
      NEEMIA



Capitolo 1
        


1Queste sono le memorie di Neemia figlio di Acalia.

      Neemia riceve notizie da Gerusalemme
Era l'anno ventesimo del regno di Artaserse e io mi trovavo nella cittadella di Susa. Nel mese di Casleu 2arrivò dalla regione di Giuda uno dei miei connazionali, un certo Canani, insieme ad altre persone. Io domandai notizie del territorio di Giuda, della città di Gerusalemme e dei nostri che erano sfuggiti alla deportazione. 3Mi risposero: "Sono in patria, nella provincia di Giuda, ma vivono in grande miseria e senza nessuna difesa: le mura di Gerusalemme sono diroccate e le porte della città sono distrutte dal fuoco".

      La preghiera di Neemia
4Quando udii queste notizie, mi misi a piangere. Passai alcuni giorni in grande tristezza: non prendevo cibo e pregavo il Dio del Cielo. 5Pregai così: "Signore Dio del Cielo, grande e terribile, tu mantieni fedelmente la tua alleanza con quelli che ti amano e osservano i tuoi comandamenti. 6Rivolgi il tuo sguardo verso di me, tuo servo, ascolta la mia preghiera. Giorno e notte io ti prego per noi Israeliti, tuoi servitori. È vero! noi abbiamo peccato contro di te: anch'io e la mia famiglia siamo peccatori. 7Abbiamo sempre agito male, non abbiamo osservato le leggi, i comandamenti e le prescrizioni che tu hai dato a Mosè, tuo servo. 8"Tu hai detto a Mosè: "Se non mi sarete fedeli, vi disperderò tra genti straniere". Ma ricorda anche la promessa che gli hai fatto: 9"Se ritornerete a me e metterete in pratica i miei comandamenti, anche se sarete dispersi nelle regioni più lontane, io vi radunerà e vi farò tornare là dove ho stabilito la mia presenza". 10"Gli Israeliti sono il tuo popolo, i tuoi servi, quelli che tu hai salvato con grande potenza e con forza irresistibile. 11O Signore, ascolta la mia preghiera e quella di tutti i tuoi servi. Noi vogliamo esserti fedeli. Fa' che riescano i miei piani, fa' che il re mi accolga benevolmente".

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