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CEI 1974 - Antico Testamento - Pentateuco - Genesi - 12

Genesi

12 Il Signore disse ad Abram:
"Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria
e dalla casa di tuo padre,
verso il paese che io ti indicherò.
12,1 L'epoca dei Patriarchi (sec. XIX-XVII a.C.) comincia con una vocazione divina, alla quale Abramo risponde con fede esemplare, prototipo della fede di quanti accettano la salvezza che viene da Dio (cfr. Rm 4. cfr. Gal 3). La gloria vera -il nome - viene da Dio, non dall'orgoglio umano ( cfr. 11,4).
2 Farò di te un grande popolo
e ti benedirò,
renderò grande il tuo nome
e diventerai una benedizione.
3 Benedirò coloro che ti benediranno
e coloro che ti malediranno maledirò
e in te si diranno benedette
tutte le famiglie della terra".

4 Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore, e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran.
5 Abram dunque prese la moglie Sarai, e Lot, figlio di suo fratello, e tutti i beni che avevano acquistati in Carran e tutte le persone che lì si erano procurate e si incamminarono verso il paese di Canaan. Arrivarono al paese di Canaan
6 e Abram attraversò il paese fino alla località di Sichem, presso la Quercia di More. Nel paese si trovavano allora i Cananei.
7 Il Signore apparve ad Abram e gli disse: "Alla tua discendenza io darò questo paese". Allora Abram costruì in quel posto un altare al Signore che gli era apparso.
9 Poi Abram levò la tenda per accamparsi nel Negheb.


Abram in Egitto. -
10 Venne una carestia nel paese e Abram scese in Egitto per soggiornarvi, perché la carestia gravava sul paese.
11 Ma, quando fu sul punto di entrare in Egitto, disse alla moglie Sarai: "Vedi, io so che tu sei donna di aspetto avvenente.
12 Quando gli Egiziani ti vedranno, penseranno: Costei è sua moglie, e mi uccideranno, mentre lasceranno te in vita.
Dì dunque che tu sei mia sorella, perché io sia trattato bene per causa tua e io viva per riguardo a te".
12,13 Sarai era sorella di Abramo per parte del solo padre. Si ricordi che la morale dell'A.T. non era perfetta e delicata come quella evangelica. Il racconto sottolinea la protezione divina sul patriarca in paese straniero.
14 Appunto quando Abram arrivò in Egitto, gli Egiziani videro che la donna era molto avvenente.
15 La osservarono gli ufficiali del faraone e ne fecero le lodi al faraone; così la donna fu presa e condotta nella casa del faraone.
16 Per riguardo a lei, egli trattò bene Abram, che ricevette greggi e armenti e asini, schiavi e schiave, asine e cammelli.
17 Ma il Signore colpì il faraone e la sua casa con grandi calamità, per il fatto di Sarai, moglie di Abram.
18 Allora il faraone convocò Abram e gli disse: "Che mi hai fatto? Perché non mi hai dichiarato che era tua moglie?
19 Perché hai detto: E` mia sorella, così che io me la sono presa in moglie? E ora eccoti tua moglie: prendila e vàttene!".
20 Poi il faraone lo affidò ad alcuni uomini che lo accompagnarono fuori della frontiera insieme con la moglie e tutti i suoi averi.



Note al testo

12,1 L'epoca dei Patriarchi (sec. XIX-XVII a.C.) comincia con una vocazione divina, alla quale Abramo risponde con fede esemplare, prototipo della fede di quanti accettano la salvezza che viene da Dio (cfr. Rm 4. cfr. Gal 3). La gloria vera -il nome - viene da Dio, non dall'orgoglio umano ( cfr. 11,4).
12,13 Sarai era sorella di Abramo per parte del solo padre. Si ricordi che la morale dell'A.T. non era perfetta e delicata come quella evangelica. Il racconto sottolinea la protezione divina sul patriarca in paese straniero.