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CEI1974

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Salmi

Il libro è un’antologia di 150 cantici di varia estensione e di vario soggetto, che costituiscono una sintesi dell’Antico Testamento in chiave di poesia e di preghiera. In greco, “Salmo” indica un cantico accompagnato da strumenti a corda; il corrispondente termine ebraico è “preghiera” o “lode”. Il Salterio - così viene chiamato il libro nel suo complesso - fu infatti largamente usato nella liturgia del tempio di Gerusalemme, come indicano i titoli preposti alla maggior parte dei Salmi, che contengono spesso istruzioni liturgiche e musicali dì difficile interpretazione. Il Salterio è diviso in cinque libri (Sal 1-41; 42-72; 73-89; 90-106; 107-150), nei quali confluiscono collezioni minori di diversa origine ed epoca. Tra i salmi attribuiti nei titoli a un preciso autore, la maggior parte appartiene al re Davide, sulla base di una tradizione antichissima e fondata, che vede in lui il più grande poeta religioso d’Israele (v. nota a Sir 47, 8-10).I Salmi appartengono a diversi generi letterari: meditazioni sull’antica storia d’Israele, lamentazioni individuali e pubbliche, carmi che esaltano Gerusalemme, al divina regalità, la legge data da Dio al suo popolo, cantici in lode di Gerusalemme e del tempio, preghiera di lode, di domanda, di ringraziamento, di penitenza, ecc. Alcuni salmi in lode del re d’Israele allargano ai più vasti confini l’orizzonte della speranza messianica che, col monoteismo morale, è la struttura portante dell’Antico Testamento. Immersi nel clima dell’antica economia religiosa, i Salmi si proiettano sull’intera storia della salvezza, che si compie in cristo, ed esprimono i sentimenti dell’uomo al cospetto di Dio con sincerità e verità ineguagliabili. Per questo motivo, la Chiesa ha scelto il Salterio come fondamento della sua preghiera ufficiale, meditandolo alla luce del mistero totale di Cristo, che dei Salmi si servì spesso e che è la meta della fede dei Salmisti. Dal punto di vista cronologico, i 150 carmi si distribuiscono lungo un periodo di molti secoli, dall’epoca di Davide (sec. XI a.C.) al IV sec. a.C.