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CEI2008

CEI 2008

Ezechiele

3 1 Mi disse: "Figlio dell'uomo, mangia ciò che ti sta davanti, mangia questo rotolo, poi va' e parla alla casa d'Israele".
2Io aprii la bocca ed egli mi fece mangiare quel rotolo,
3dicendomi: "Figlio dell'uomo, nutri il tuo ventre e riempi le tue viscere con questo rotolo che ti porgo". Io lo mangiai: fu per la mia bocca dolce come il miele.
4Poi egli mi disse: "Figlio dell'uomo, va', rècati alla casa d'Israele e riferisci loro le mie parole,
5poiché io non ti mando a un popolo dal linguaggio astruso e di lingua oscura, ma alla casa d'Israele:
6non a grandi popoli dal linguaggio astruso e di lingua oscura, dei quali tu non comprendi le parole; se ti avessi inviato a popoli simili, ti avrebbero ascoltato,
7ma la casa d'Israele non vuole ascoltare te, perché non vuole ascoltare me: tutta la casa d'Israele è di fronte dura e di cuore ostinato.
8Ecco, io ti do una faccia indurita quanto la loro faccia e una fronte dura quanto la loro fronte.
9Ho reso la tua fronte come diamante, più dura della selce. Non li temere, non impressionarti davanti a loro; sono una genìa di ribelli".
10Mi disse ancora: "Figlio dell'uomo, tutte le parole che ti dico ascoltale con gli orecchi e accoglile nel cuore:
11poi va', rècati dai deportati, dai figli del tuo popolo, e parla loro. Ascoltino o non ascoltino, dirai: "Così dice il Signore"".
12Allora uno spirito mi sollevò e dietro a me udii un grande fragore: "Benedetta la gloria del Signore là dove ha la sua dimora!".
13Era il rumore delle ali degli esseri viventi, i quali le battevano l'una contro l'altra, e contemporaneamente era il rumore delle ruote e il rumore di un grande frastuono.
14Uno spirito mi sollevò e mi portò via; io me ne andai triste e con l'animo sconvolto, mentre la mano del Signore pesava su di me.
Giunsi dai deportati di Tel-Abìb, che abitano lungo il fiume Chebar, dove hanno preso dimora, e rimasi in mezzo a loro sette giorni come stordito.
3,15 Tel-Abìb: località sconosciuta. In ebraico significa “collina della spiga”; forse è adattamento di un nome babilonese che significava: “collina di rovine dell’inondazione”.
Al termine di quei sette giorni mi fu rivolta questa parola del Signore:
3,16-21  Missione del profeta
 La missione profetica è paragonata al compito della sentinella. Il tema verrà ripreso in 33,1-9.
17"Figlio dell'uomo, ti ho posto come sentinella per la casa d'Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia.
18Se io dico al malvagio: "Tu morirai!", e tu non lo avverti e non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta perversa e viva, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te.
19Ma se tu avverti il malvagio ed egli non si converte dalla sua malvagità e dalla sua perversa condotta, egli morirà per la sua iniquità, ma tu ti sarai salvato.
20Così, se il giusto si allontana dalla sua giustizia e commette il male, io porrò un inciampo davanti a lui ed egli morirà. Se tu non l'avrai avvertito, morirà per il suo peccato e le opere giuste da lui compiute non saranno più ricordate, ma della morte di lui domanderò conto a te.
21Se tu invece avrai avvertito il giusto di non peccare ed egli non peccherà, egli vivrà, perché è stato avvertito e tu ti sarai salvato".
Anche là venne sopra di me la mano del Signore ed egli mi disse: "Àlzati e va' nella valle; là ti voglio parlare".
3,22-27 Gesto simbolico: Ezechiele legato e muto
23Mi alzai e andai nella valle; ed ecco, la gloria del Signore era là, simile alla gloria che avevo visto al fiume Chebar, e caddi con la faccia a terra.
24Allora uno spirito entrò in me e mi fece alzare in piedi. Egli mi disse: "Va' e chiuditi in casa.
25E subito ti saranno messe addosso delle funi, figlio dell'uomo, sarai legato e non potrai più uscire in mezzo a loro.
26Farò aderire la tua lingua al palato e resterai muto; così non sarai più per loro uno che li rimprovera, perché sono una genìa di ribelli.
27Ma quando poi ti parlerò, ti aprirò la bocca e tu riferirai loro: "Dice il Signore Dio". Chi vuole ascoltare ascolti e chi non vuole non ascolti; perché sono una genìa di ribelli".


Note al testo

3,15 Tel-Abìb: località sconosciuta. In ebraico significa “collina della spiga”; forse è adattamento di un nome babilonese che significava: “collina di rovine dell’inondazione”.
3,16-21  Missione del profeta
 La missione profetica è paragonata al compito della sentinella. Il tema verrà ripreso in 33,1-9.
3,22-27 Gesto simbolico: Ezechiele legato e muto