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GRECO_LXX

AT greco

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1 Esdra

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AT greco 3 3,1 καὶ βασιλεὺς Δαρεῖος ἐποίησεν δοχὴν μεγάλην πᾶσιν τοῖς ὑπ’ αὐτὸν καὶ πᾶσιν τοῖς οἰκογενέσιν αὐτοῦ καὶ πᾶσιν τοῖς μεγιστᾶσιν τῆς Μηδίας καὶ τῆς Περσίδος
CEI 2008 3,1 Con l'animo affranto dal dolore, sospirai e piansi. Poi iniziai questa preghiera di lamento:
3,1
AT greco 3,2 καὶ πᾶσιν τοῖς σατράπαις καὶ στρατηγοῖς καὶ τοπάρχαις τοῖς ὑπ’ αὐτὸν ἀπὸ τῆς Ἰνδικῆς μέχρι τῆς Αἰθιοπίας ἐν ταῖς ἑκατὸν εἴκοσι ἑπτὰ σατραπείαις
CEI 2008 "Tu sei giusto, Signore, e giuste sono tutte le tue opere. Ogni tua via è misericordia e verità. Tu sei il giudice del mondo.
3,2-6 Tu sei giusto, Signore: questa preghiera di lamento (v. 1) è una delle confessioni di peccato collettivo tipiche del post-esilio (vedi Esd 9,6-15; Ne 9,5-37; Bar 1,15-3,8; Dn 3,26-45).
AT greco 3,3 καὶ ἐφάγοσαν καὶ ἐπίοσαν καὶ ἐμπλησθέντες ἀνέλυσαν ὁ δὲ Δαρεῖος ὁ βασιλεὺς ἀνέλυσεν εἰς τὸν κοιτῶνα καὶ ἐκοιμήθη καὶ ἔξυπνος ἐγένετο
CEI 2008 3,3 Ora, Signore, ricòrdati di me e guardami. Non punirmi per i miei peccati e per gli errori miei e dei miei padri.
3,3
AT greco 3,4 τότε οἱ τρεῖς νεανίσκοι οἱ σωματοφύλακες οἱ φυλάσσοντες τὸ σῶμα τοῦ βασιλέως εἶπαν ἕτερος πρὸς τὸν ἕτερον
CEI 2008 3,4 Violando i tuoi comandamenti, abbiamo peccato davanti a te. Ci hai consegnato al saccheggio; ci hai abbandonato alla prigionia, alla morte e ad essere la favola, lo scherno, il disprezzo di tutte le genti, tra le quali ci hai dispersi.
3,4
AT greco 3,5 εἴπωμεν ἕκαστος ἡμῶν ἕνα λόγον ὃς ὑπερισχύσει καὶ οὗ ἂν φανῇ τὸ ῥῆμα αὐτοῦ σοφώτερον τοῦ ἑτέρου δώσει αὐτῷ Δαρεῖος ὁ βασιλεὺς δωρεὰς μεγάλας καὶ ἐπινίκια μεγάλα
CEI 2008 3,5 Ora, quando mi tratti secondo le colpe mie e dei miei padri, veri sono tutti i tuoi giudizi, perché non abbiamo osservato i tuoi comandamenti, camminando davanti a te nella verità.
3,5
AT greco 3,6 καὶ πορφύραν περιβαλέσθαι καὶ ἐν χρυσώμασιν πίνειν καὶ ἐπὶ χρυσῷ καθεύδειν καὶ ἅρμα χρυσοχάλινον καὶ κίδαριν βυσσίνην καὶ μανιάκην περὶ τὸν τράχηλον
CEI 2008 3,6 Agisci pure ora come meglio ti piace; da' ordine che venga presa la mia vita, in modo che io sia tolto dalla terra e divenga terra, poiché per me è preferibile la morte alla vita. Gli insulti bugiardi che mi tocca sentire destano in me grande dolore. Signore, comanda che sia liberato da questa prova; fa' che io parta verso la dimora eterna. Signore, non distogliere da me il tuo volto. Per me infatti è meglio morire che vedermi davanti questa grande angoscia, e così non sentirmi più insultare!".
3,6
AT greco 3,7 καὶ δεύτερος καθιεῖται Δαρείου διὰ τὴν σοφίαν αὐτοῦ καὶ συγγενὴς Δαρείου κληθήσεται
CEI 2008 Nello stesso giorno a Sara, figlia di Raguele, abitante di Ecbàtana, nella Media, capitò di sentirsi insultare da parte di una serva di suo padre,
3,7-15 Angustia e preghiera di Sara
3,7 Ecbàtana: capitale della Media, conquistata nel 550 da Ciro e divenuta quindi residenza estiva dei re di Persia. Menzionata ancora in 5,6; 6,10; 7,1; 14,12.13, è ricordata pure in Gdt 1,1.2.14 e 2Mac 9,3.
AT greco 3,8 καὶ τότε γράψαντες ἕκαστος τὸν ἑαυτοῦ λόγον ἐσφραγίσαντο καὶ ἔθηκαν ὑπὸ τὸ προσκεφάλαιον Δαρείου τοῦ βασιλέως καὶ εἶπαν
CEI 2008 poiché lei era stata data in moglie a sette uomini, ma Asmodeo, il cattivo demonio, glieli aveva uccisi, prima che potessero unirsi con lei come si fa con le mogli. A lei appunto disse la serva: "Sei proprio tu che uccidi i tuoi mariti. Ecco, sei già stata data a sette mariti e neppure di uno hai potuto portare il nome.
3,8 Asmodeo: nome non ricorrente altrove nell’AT (in ebraico, significa “distruttore”); è un demonio che rappresenta l’opposto dell’angelo Raffaele.
AT greco 3,9 ὅταν ἐγερθῇ ὁ βασιλεύς δώσουσιν αὐτῷ τὸ γράμμα καὶ ὃν ἂν κρίνῃ ὁ βασιλεὺς καὶ οἱ τρεῖς μεγιστᾶνες τῆς Περσίδος ὅτι ὁ λόγος αὐτοῦ σοφώτερος αὐτῷ δοθήσεται τὸ νῖκος καθὼς γέγραπται
CEI 2008 3,9 Perché vorresti colpire noi, se i tuoi mariti sono morti? Vattene con loro e che da te non dobbiamo mai vedere né figlio né figlia".
3,9
AT greco 3,10 ὁ εἷς ἔγραψεν ὑπερισχύει ὁ οἶνος
CEI 2008 3,10 In quel giorno dunque ella soffrì molto, pianse e salì nella stanza del padre con l'intenzione di impiccarsi. Ma, tornando a riflettere, pensava: "Che non insultino mio padre e non gli dicano: "La sola figlia che avevi, a te assai cara, si è impiccata per le sue sventure". Così farei precipitare con angoscia la vecchiaia di mio padre negli inferi. Meglio per me che non mi impicchi, ma supplichi il Signore di farmi morire per non sentire più insulti nella mia vita".
3,10
AT greco 3,11 ὁ ἕτερος ἔγραψεν ὑπερισχύει ὁ βασιλεύς
CEI 2008 In quel momento stese le mani verso la finestra e pregò: "Benedetto sei tu, Dio misericordioso, e benedetto è il tuo nome nei secoli. Ti benedicano tutte le tue opere per sempre.
3,11 Benedetto sei tu: la frequenza di simili preghiere di benedizione è una caratteristica del libro di Tobia (3,11; 4,19; 8,5.15; 10,14; 11,14.15.16; 12,6.17.18.20.22; 13,2.7; 14,2.8.15).
AT greco 3,12 ὁ τρίτος ἔγραψεν ὑπερισχύουσιν αἱ γυναῖκες ὑπὲρ δὲ πάντα νικᾷ ἡ ἀλήθεια
CEI 2008 3,12 Ora a te innalzo il mio volto e i miei occhi.
3,12
AT greco 3,13 καὶ ὅτε ἐξηγέρθη ὁ βασιλεύς λαβόντες τὸ γράμμα ἔδωκαν αὐτῷ καὶ ἀνέγνω
CEI 2008 3,13 Comanda che io sia tolta dalla terra, perché non debba sentire più insulti.
3,13
AT greco 3,14 καὶ ἐξαποστείλας ἐκάλεσεν πάντας τοὺς μεγιστᾶνας τῆς Περσίδος καὶ τῆς Μηδίας καὶ σατράπας καὶ στρατηγοὺς καὶ τοπάρχας καὶ ὑπάτους καὶ ἐκάθισεν ἐν τῷ χρηματιστηρίῳ καὶ ἀνεγνώσθη τὸ γράμμα ἐνώπιον αὐτῶν
CEI 2008 3,14 Tu sai, Signore, che sono pura da ogni contatto con un uomo
3,14
AT greco 3,15 καὶ εἶπεν καλέσατε τοὺς νεανίσκους καὶ αὐτοὶ δηλώσουσιν τοὺς λόγους αὐτῶν καὶ ἐκλήθησαν καὶ εἰσήλθοσαν
CEI 2008 3,15 e che non ho disonorato il mio nome né quello di mio padre nella terra dell'esilio. Io sono l'unica figlia di mio padre. Egli non ha altri figli che possano ereditare, né un fratello vicino né un parente per il quale io possa serbarmi come sposa. Già sette mariti ho perduto: perché dovrei vivere ancora? Se tu non vuoi che io muoia, guarda a me con benevolenza: che io non senta più insulti".
3,15
AT greco 3,16 καὶ εἶπαν αὐτοῖς ἀπαγγείλατε ἡμῖν περὶ τῶν γεγραμμένων
CEI 2008 In quel medesimo momento la preghiera di ambedue fu accolta davanti alla gloria di Dio
3,16-17 Doppio esaudimento
AT greco 3,17 καὶ ἤρξατο ὁ πρῶτος ὁ εἴπας περὶ τῆς ἰσχύος τοῦ οἴνου καὶ ἔφη οὕτως
CEI 2008 e fu mandato Raffaele a guarire tutti e due: a togliere le macchie bianche dagli occhi di Tobi, perché con gli occhi vedesse la luce di Dio, e a dare Sara, figlia di Raguele, in sposa a Tobia, figlio di Tobi, e così scacciare da lei il cattivo demonio Asmodeo. Di diritto, infatti, spettava a Tobia prenderla in sposa, prima che a tutti gli altri pretendenti. Proprio allora Tobi rientrava in casa dal cortile e Sara, figlia di Raguele, stava scendendo dalla camera.


3,17 Raffaele: in ebraico significa “Dio cura/guarisce”.
AT greco 3,18 <