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GRECO_LXX

AT greco

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Giona

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AT greco 4 4,1 καὶ ἐλυπήθη Ιωνας λύπην μεγάλην καὶ συνεχύθη
Interconfessionale Quando Mardocheo seppe quello che era avvenuto, si strappò gli abiti, si vestì di sacco e si coprì il capo di cenere. Si precipitò nella piazza della città gridando: «Un popolo innocente è destinato al massacro!».
4,1 Sono segni di lutto e di immenso dolore.
AT greco 4,2 καὶ προσεύξατο πρὸς κύριον καὶ εἶπεν ὦ κύριε οὐχ οὗτοι οἱ λόγοι μου ἔτι ὄντος μου ἐν τῇ γῇ μου διὰ τοῦτο προέφθασα τοῦ φυγεῖν εἰς Θαρσις διότι ἔγνων ὅτι σὺ ἐλεήμων καὶ οἰκτίρμων μακρόθυμος καὶ πολυέλεος καὶ μετανοῶν ἐπὶ ταῖς κακίαις
Interconfessionale 4,2 Giunto alla porta del palazzo del re si fermò perché gli era proibito entrare vestito di sacco e coperto di cenere.
AT greco 4,3 καὶ νῦν δέσποτα κύριε λαβὲ τὴν ψυχήν μου ἀπ’ ἐμοῦ ὅτι καλὸν τὸ ἀποθανεῖν με ἢ ζῆν με
Interconfessionale 4,3 In tutte le province fu pubblicata la legge e dappertutto gli Ebrei si lamentavano a voce alta e si battevano il petto in segno di lutto e di dolore. Moltissimi usarono come letto un sacco coperto di cenere.
AT greco 4,4 καὶ εἶπεν κύριος πρὸς Ιωναν εἰ σφόδρα λελύπησαι σύ
Interconfessionale 4,4 Le serve e gli eunuchi informarono Ester dell’accaduto e la regina, quando l’udì, fu presa dalla disperazione. Mandò dei vestiti a Mardocheo perché se li mettesse, ma lui volle tenere il suo abito di sacco.
AT greco 4,5 καὶ ἐξῆλθεν Ιωνας ἐκ τῆς πόλεως καὶ ἐκάθισεν ἀπέναντι τῆς πόλεως καὶ ἐποίησεν ἑαυτῷ ἐκεῖ σκηνὴν καὶ ἐκάθητο ὑποκάτω αὐτῆς ἐν σκιᾷ ἕως οὗ ἀπίδῃ τί ἔσται τῇ πόλει
Interconfessionale 4,5 Allora Ester fece chiamare Acrateo, l’eunuco di corte che era a suo servizio. Gli ordinò di andare da Mardocheo e chiedergli che cosa veramente stava succedendo.
AT greco 4,6 καὶ προσέταξεν κύριος ὁ θεὸς κολοκύνθῃ καὶ ἀνέβη ὑπὲρ κεφαλῆς τοῦ Ιωνα τοῦ εἶναι σκιὰν ὑπεράνω τῆς κεφαλῆς αὐτοῦ τοῦ σκιάζειν αὐτῷ ἀπὸ τῶν κακῶν αὐτοῦ καὶ ἐχάρη Ιωνας ἐπὶ τῇ κολοκύνθῃ χαρὰν μεγάλην
Interconfessionale
4,6 Il v. 6 è aggiunto solo in alcuni manoscritti greci (ma è presente nel testo ebraico): Àtac (altra forma del nome Acrateo) si recò da Mardocheo sulla piazza della città, davanti alla porta del re.
AT greco 4,7 καὶ προσέταξεν ὁ θεὸς σκώληκι ἑωθινῇ τῇ ἐπαύριον καὶ ἐπάταξεν τὴν κολόκυνθαν καὶ ἀπεξηράνθη
Interconfessionale 4,7 Mardocheo gli disse tutto quello che era successo. Lo informò che Aman aveva promesso di versare nel tesoro del re trecentocinquanta tonnellate d’argento per ottenere lo sterminio degli Ebrei.
AT greco 4,8 καὶ ἐγένετο ἅμα τῷ ἀνατεῖλαι τὸν ἥλιον καὶ προσέταξεν ὁ θεὸς πνεύματι καύσωνος συγκαίοντι καὶ ἐπάταξεν ὁ ἥλιος ἐπὶ τὴν κεφαλὴν Ιωνα καὶ ὠλιγοψύχησεν καὶ ἀπελέγετο τὴν ψυχὴν αὐτοῦ καὶ εἶπεν καλόν μοι ἀποθανεῖν με ἢ ζῆν
Interconfessionale 4,8 Gli diede anche una copia del decreto di sterminio pubblicato a Susa perché la mostrasse a Ester. Gli raccomandò di dire a Ester di andare dal re, per supplicarlo di avere pietà del popolo ebraico. Egli doveva riferire queste parole: «Ricordati di quando eri povera, e io ti curavo con le mie mani. Aman, che ha la più alta carica a corte, ha parlato al re contro di noi per farci morire. Tu prega il Signore e poi va’ a parlare al re della nostra situazione. Strappaci dalla morte!».
AT greco 4,9 καὶ εἶπεν ὁ θεὸς πρὸς Ιωναν εἰ σφόδρα λελύπησαι σὺ ἐπὶ τῇ κολοκύνθῃ καὶ εἶπεν σφόδρα λελύπημαι ἐγὼ ἕως θανάτου
Interconfessionale 4,9 Acrateo tornò da Ester e le riferì tutte queste parole.
AT greco 4,10 καὶ εἶπεν κύριος σὺ ἐφείσω ὑπὲρ τῆς κολοκύνθης ὑπὲρ ἧς οὐκ ἐκακοπάθησας ἐπ’ αὐτὴν καὶ οὐκ ἐξέθρεψας αὐτήν ἣ ἐγενήθη ὑπὸ νύκτα καὶ ὑπὸ νύκτα ἀπώλετο
Interconfessionale 4,10 Allora Ester lo fece tornare da Mardocheo per dirgli:
AT greco 4,11 ἐγὼ δὲ οὐ φείσομαι ὑπὲρ Νινευη τῆς πόλεως τῆς μεγάλης ἐν ᾗ κατοικοῦσιν πλείους ἢ δώδεκα μυριάδες ἀνθρώπων οἵτινες οὐκ ἔγνωσαν δεξιὰν αὐτῶν ἢ ἀριστερὰν αὐτῶν καὶ κτήνη πολλά
Interconfessionale 4,11 «Se una persona osa presentarsi al re nel suo palazzo, senza essere chiamata, per lei non c’è scampo. Questa è la legge: lo sanno tutti gli abitanti del regno. Perché abbia salva la vita, bisogna che il re stenda verso di lei il suo scettro d’oro. Quanto a me, sono già trenta giorni che il re non mi manda a chiamare».