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INTERCONFESSIONALE

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Sapienza

15 Ma tu nostro Dio, sei un Dio fedele: sei buono e paziente e governi l’universo con grande amore.
Rimandi
15,1 Dio è fedele e buono Es 34,6+.
Note al Testo
2 Anche se siamo colpevoli, ci mettiamo nelle tue mani, perché ti riconosciamo come nostro Signore e non peccheremo più perché sappiamo di appartenerti.
Rimandi Note al Testo
3 Infatti chi ti conosce può vivere perfettamente come vuoi tu e chi ti riconosce come signore si assicura una vita immortale.
Rimandi Note al Testo
Non ci ha indotto in errore l’invenzione di un’arte cattiva la fatica sterile dei pittori che dosano luci e ombre e abbozzano immagini con vari colori.
Rimandi Note al Testo
15,4 arte cattiva: si tratta della fabbricazione degli idoli (vedi 14,12).
5 Queste figure risvegliano la passione della gente superficiale che si innamora di forme e di immagini senza vita.
Rimandi Note al Testo
6 Quelli che le fabbricano, le ammirano o le adorano amano il male e sono degni di simili speranze.
Rimandi Note al Testo
Il vasaio a fatica impasta l’argilla e modella oggetti diversi per i bisogni di tutti i giorni. Con la medesima argilla forma, uno dopo l’altro e alla stessa maniera, piatti per mangiare e vasi da notte. Per gli uni e per gli altri è lui che decide a cosa dovranno servire.
Rimandi
15,7 il vasaio cfr. Rm 9,21+.
Note al Testo
Poi, con la stessa argilla, fa un idolo illusorio. Ma questa è una fatica sbagliata: egli è appena stato tratto dalla terra e tra poco deve ritornarci e restituire la vita che ha avuto in prestito.
Rimandi
15,8 ritornerà alla terra Gn 3,19+.
Note al Testo
9 Ma lui non pensa che deve morire e che la sua vita è breve. Vuol far concorrenza con chi lavora l’oro e l’argento, imita chi fonde il bronzo e pensa che sia un onore modellare cose false.
Rimandi Note al Testo
10 Ma cenere sono i valori in cui crede, le sue speranze sono una manciata di terra e la sua vita conta meno dell’argilla.
Rimandi Note al Testo
11 Ma non riconosce colui che lo ha plasmato e gli ha dato la vita, la forza di agire e lo spirito che lo fa vivere.
Rimandi Note al Testo
12 Per lui la vita è un passatempo, l’esistenza un mercato, un’occasione per far soldi; dice che bisogna approfittare di tutto, anche del male.
Rimandi Note al Testo
13 Costui più di tutti sa di peccare, quando con la terra costruisce cose fragili e statue di dèi.
Rimandi Note al Testo
14 I nemici del tuo popolo e quelli che lo hanno oppresso sono infelici e hanno meno cervello di un bambino.
Rimandi Note al Testo
Infatti hanno adorato gli idoli di tutti i popoli, idoli che non possono usare gli occhi per vedere, il naso per respirare, le orecchie per ascoltare, le dita per toccare, i piedi per camminare.
Rimandi
15,15 impotenza degli idoli Sal 115,4-7+; Sir 30,19.
Note al Testo
16 Perché li ha fatti un uomo, uno che ha ricevuto lo spirito solo in prestito. Certo, nessuno è capace di modellare un dio che gli assomigli almeno un po’.
Rimandi Note al Testo
17 Con mani empie, un mortale può costruire soltanto cose morte; l’uomo vale ben più delle statue che adora; infatti lui ha ricevuto la vita, quelle no di certo.
Rimandi Note al Testo
18 Questi uomini adorano le bestie più schifose, che per stupidità risultano peggiori di tutte le altre.
Rimandi Note al Testo
Mentre certi animali possono essere simpatici, questi non sono nemmeno belli; anzi Dio non li ha approvati e non li ha benedetti.
Rimandi Note al Testo
15,19 non li ha benedetti: al momento della creazione l’approvazione di Dio e la sua benedizione si estendevano a tutti gli esseri viventi (vedi Genesi 1,20-30); ora però esse non riguardano più gli animali divinizzati, in quanto non realizzano il compito che è stato loro assegnato.

Rimandi

15,1Dio è fedele e buono Es 34,6+.
15,7il vasaio cfr. Rm 9,21+.
15,8ritornerà alla terra Gn 3,19+.
15,15impotenza degli idoli Sal 115,4-7+; Sir 30,19.

Note al Testo

15,4arte cattiva: si tratta della fabbricazione degli idoli (vedi 14,12).
15,19non li ha benedetti: al momento della creazione l’approvazione di Dio e la sua benedizione si estendevano a tutti gli esseri viventi (vedi Genesi 1,20-30); ora però esse non riguardano più gli animali divinizzati, in quanto non realizzano il compito che è stato loro assegnato.