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INTERCONFESSIONALE

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Siracide

Introduzione Caratteristiche principali
Nel 200 a.C. anche in Palestina comandavano i Greci. Nel loro stile di vita, detto ellenismo, tutti gli uomini sono uguali, tutte le cose sono naturali, gli dèi sono poco importanti perché non influiscono nel destino degli uomini. Il Siracide si oppone a questa mentalità e afferma la sua fede nel Dio unico ed eterno, il quale ha scelto un popolo particolare e gli ha dato in dono la legge, fonte di sapienza. Egli scrive le sue meditazioni perché ogni Ebreo, in ogni momento della sua vita, impari ad agire sotto la luce della legge.

I pensieri del Siracide si presentano quasi come proverbi (vedi anche introduzione al Libro dei Proverbi). Gli argomenti e la forma collegano questo libro con la "letteratura sapienziale" (vedi Libro della Sapienza e Libro di Giobbe).

Autore e ambiente storico
Di questo libro conosciamo l'autore: un certo "Gesù, figlio di Sirac" che visse a Gerusalemme verso il 180 a.C. Era un uomo importante, appassionato studioso della legge di Dio. Egli scrisse in ebraico e, circa 50 anni dopo, un suo nipote tradusse l'opera in greco. Conosciamo per intero soltanto il testo greco. In passato, in ambienti di lingua greca, il libro era intitolato Sapienza di Gesù, figlio di Sirac, in ambienti latini invece, Ecclesiasticus.

Schema
Non si può ricavare dal libro uno schema vero e proprio. Si tratta infatti di una meditazione sulla sapienza, che però prende in considerazione numerosi aspetti della vita: l'amicizia - le donne - il governo - le apparenze - la morte - l'avarizia - la libertà - la ricompensa - la creazione - la lingua - la pigrizia - i giuramenti - l'adulterio - i prestiti - i figli - la salute - il vino - i banchetti - gli schiavi - i viaggi - i medici - i lavori manuali e quelli intellettuali - le stelle - i patriarchi - i profeti ecc.
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